Treno deragliato
«L’attuatore dello
scambio era difettoso»

13.02.2020

Sono stati eseguiti oggi gli accertamenti irripetibili relativi al deragliamento del Frecciarossa 1000 a Ospedaletto Lodigiano che ha provocato la morte di due macchinisti, mentre la Procura di Lodi ha emesso il provvedimento di parziale dissequestro dell’area e disposto il sequestro dei telefonini dei cinque dipendenti indagati. I messaggi nelle loro chat vengono ritenuti preziosi.

 

 

«Lo scambio di Lodi era stato consegnato disalimentato e quindi qualcosa è andato storto ma il sistema non ha letto questo segnale. La Procura ci ha detto che c'era un difetto interno all'attuatore con conseguente inversione dei cablaggi, ma questo non giustifica del tutto l'incidente».

Lo ha riferito Marco D'Onofrio, direttore dell'Ansf - Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie - nell'audizione alla commissione Lavori pubblici del Senato in riferimento all'incidente dell'Alta velocità a Lodi del 6 febbraio.

«Il treno viaggiava alla velocità massima di 300 kmh - ha continuato - ma il deviatoio era in posizione rovescia e in quel punto doveva andare a 60 kmh. I lavori si sono conclusi alle ore 3.45 e alle 4.45 è stato ricevuto il fonogramma di riconsegna. Faremo un safety alert sul difetto del componente che ci è stato segnalato, Rfi al momento ne ha sospeso il montaggio sulla rete». 

«Come agenzia abbiamo un quadro limitato sulla situazione», ha continuato il direttore dell'Ansf D'Onofrio: «Sembrerebbe che non ci fosse il regolare funzionamento del dispositivo montato ma il treno può circolare anche in queste situazioni. Se il deviatoio non funziona ci sono procedure per tenerlo in controllo e fermo scambiato. Il treno per viaggiare alla massima velocità deve avere l'autorizzazione di tutti gli enti. Al lavoro c'era il personale di Rfi, di attuatori di questo tipo se ne cambiano centinaia».

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