Velivoli e satelliti
contro chi avvelena
il territorio

In tempo breve i satelliti scruteranno il territorio bresciano a caccia di illeciti e reati a sfondo ambientale
In tempo breve i satelliti scruteranno il territorio bresciano a caccia di illeciti e reati a sfondo ambientale
Cinzia Reboni13.09.2019

Strumenti ad altissima tecnologia per contrastare illeciti e reati ambientali. La provincia di Brescia non diventerà la «terra dei fuochi» grazie all’impiego di satelliti, elicotteri e squadre di pronto intervento. Sono questi gli strumenti messi a disposizione della task force varata dal prefetto Attilio Visconti. Il territorio sarà «scrutato» dall’alto - dai sofisticati sistemi satellitari ottici prima, e dagli elicotteri poi - per quella che si annuncia una delle prime esperienze nel Nord Italia di «sorveglianza speciale» a salvaguardia dell’ambiente e della tutela della salute.


LA STRATEGIA si ispira al progetto Savager messo a punto con successo recentemente in provincia di Pavia, attraverso il pool costituito dallo stesso Visconti nel suo precedente mandato. I contenuti dell’innovativo sistema di sorveglianza sono stati presentati ieri al termine del vertice in Prefettura con il pubblico ministero Mauro Leo Tenaglia, il comandante dei Carabinieri Forestali Giuseppe Tedeschi, il direttore generale di Arpa Lombardia Fabio Carella ed il capo sezione operazioni del Nucleo elicotteri Carabinieri di Orio al Serio, luogotenente Pietro Pinna. «Brescia presenta problematiche ambientali serie e trasversali - ha spiegato il Attilio Visconti -. All’indomani dei finanziamenti arrivati dal ministero dell’Ambiente per la messa in sicurezza dei siti radioattivi, continua così la lunga marcia verso il controllo totale delle attività autorizzate e abusive del territorio. Compiamo un passo avanti fondamentale, che consentirà già nelle prossime settimane di avvalersi dell’alta tecnologia per effettuare uno screening preciso e dettagliato. L’obiettivo è di mappare l’intero territorio e indirizzare le attività di controllo speditivo e altre forme di accertamento».


IN SOSTANZA, le immagini satellitari fotograferanno la provincia e sarà compito di Arpa esaminarle nel dettaglio ed elaborarle, al fine di «leggere» le situazioni anomale. Sotto la lente dei tecnici finiranno scavi, materiale abbandonato, depositi, smottamenti di terreno, movimenti «sospetti»: in quel caso entreranno in campo la Prefettura ed il Nucleo ambiente, con il controllo dall’alto attraverso il sorvolo di elicotteri dei carabinieri, chiamati a verificare meglio se effettivamente si tratta di rifiuti. Se necessario, si passerà quindi al controllo speditivo dei carabinieri forestali d’intesa con la procura, con interventi non più generici, ma mirati. A supporto dell’attività investigativa ci sarà anche uno stormo di droni messi a disposizione da Arpa per ulteriori approfondimenti ad alta risoluzione. «Se verrà riscontrato un reato, scatterà l’intervento della procura, oppure la sanzione amministrativa - precisa Attilio Visconti -. Nel migliore dei casi, finirà con una stretta di mano con gli imprenditori che rispettano le regole». Le tecniche utilizzate nel progetto di contrasto all’illegalità dei rifiuti «vengono già adottate in altri campi, come l’intelligence militare - ha rimarcato il prefetto -. Si punta a tenere sotto controllo le attività autorizzate e andare ad intercettare quelle illecite e sommerse, potenzialmente pericolose, che spesso da terra si fa fatica ad individuare. Il grosso vantaggio di questa operazione è che, attraverso una strumentazione d’eccellenza, si va a bersaglio a colpo sicuro».

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