Super nozze
islamiche,
a Casto c’è posto

Il palazzetto dello sport di Casto ospiterà il matrimonio islamico
Il palazzetto dello sport di Casto ospiterà il matrimonio islamico
Massimo Pasinetti 13.11.2018

Un primo effetto la «guerra» aperta da tempo contro le modalità di utilizzo del Centro culturale islamico della Valsabbia di Vobarno l’ha ottenuto. Dato che in questo contenitore non si può superare la capienza contemporanea di 100 persone, il grande matrimonio islamico previsto per sabato si terrà a Casto, ospite del palazzetto dello sport. La festa (davvero grande) è in cartellone dalle 14, e avrà come protagonisti due ragazzi le cui famiglie sono originarie del Burkina Faso: Bara Sakina di 21 anni, che da quando ne aveva 2 vive a Vobarno, e Bance Fataho, un 24enne di Forlì dove vive fin da quando era piccolo. La scelta dello spostamento è stata dell’intera comunità islamica, e il Comune di Casto non ha avuto problemi per concedere la struttura per la giornata. A celebrare il matrimonio sarà l’imam di Vobarno. Ospitare la cerimonia della struttura vobarnese avrebbe significato superare di molto il limite delle 100 persone, visto che sono previsti ospiti oltre che da Vobarno e Forlì (solo dalla città dello sposo arriveranno 3 pullman) ma anche da Lecco, Fidenza, Fiorenzuola d’Adda, Bergamo e Vicenza; senza dimenticare la Francia e il Belgio. Finita la celebrazione la festa continuerà grazie ai manicaretti preparati sul posto (il palazzetto è dotato di una cucina) dalle donne burkina be. Detto di questo momento di gioia per la comunità musulmana della Valsabbia, passiamo ad aggiornare sul livello della polemica a Vobarno. La anima anche il comitato «Casator», che invita a chiudere la moschea e a spostarla altrove. Prima lo «scontro» era solo tra Giuseppe Ferrari, nella veste di assessore alla Sicurezza, e il Centro culturale che ospita la preghiera dei fedeli di Garda e Valsabbia, mentre ora vede in prima fila i residenti nelle vie attorno alla sede. «Ci siamo riuniti in assemblea - spiegano Giuseppe Valdini e Giovanni Tonoli, i rappresentanti - e ora diciamo che per scelta o per volontà politica il nostro problema è irrisolto da anni. Spesso le nostre richieste al Comune per risolvere civilmente il problema dei disagi causati dalla frequentazione a volte spropositata della moschea non sono state neppure considerate».

DOPO 12 anni di braccio di ferro, secondo il comitato la situazione è invariata, con schiamazzi e affluenze fuori norma. Casator smentisce anche l’imam di Vobarno quando afferma che nessuno si è mai lamentato. «Ora ci sono gli orari e i turni per la preghiera per evitare il sovraffollamento, ma non sono rispettati. Nulla è cambiato; soprattutto di venerdì». La richiesta? «Preghiamo per l’ennesima volta i responsabili del Centro culturale islamico di prendere in considerazione lo spostamento della moschea, così che i praticanti siano liberi di pregare in spazi più idonei, magari dotati di parcheggi».

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