Scuole da accorpare La minoranza all’attacco: «Basta con l’allarmismo»

M.PAS. 22.04.2018

È decisamente un capitolo aperto quello dell’accorpamento delle scuole di Vobarno; almeno dal punto di vista dello scontro politico. La squadra di governo ha infatti ormai deciso di chiudere l’elementare e ristrutturare la media per realizzare sopra e attorno a quest’ultima un unico polo per entrambi i gradi di istruzione, e la minoranza di «Insieme per Vobarno» continua ad attaccare la scelta, e in particolare il metodo di «promozione» della stessa. In sintesi, l’opposizione ha stigmatizzato in consiglio comunale l’esistenza di una campagna di «terrorismo psicologico». Si sarebbe manifestata nell’affollata assemblea organizzata a fine marzo in biblioteca dalla maggioranza di Uniti per cambiare. «Secondo noi in quella occasione il sindaco Giuseppe Lancini e il vice Paolo Pavoni hanno fatto allarmismo esagerato - commenta Ernesto Cadenelli del gruppo minoritario - solo per giustificare la scelta di unire media ed elementare in un unico edificio ristrutturato, la media, spendendo circa 6,5 milioni di euro. Ma così non va. Se è vero, come s’è detto, che la primaria non è sicura e andrebbe subito chiusa, e che lo stesso sindaco non ci manderebbe mai suo figlio, allora la si chiuda sul serio. Se invece si è esagerato, si cambi registro». IN SINTESI, Insieme per Vobarno vuole che il sindaco mostri le perizie di cui si parla: «Vogliamo verificare la situazione reale. Le possibilità sono due: o lo studio dimostra che la scuola va chiusa, e allora si deve procedere subito, oppure, se il pericolo ventilato non è reale, sindaco e giunta devono smetterla di creare allarme». Si è mossa nella stessa direzione anche la dirigente scolastica del comprensivo, Elena Raggi, che con gli insegnanti dell’elementare ha chiesto che sia loro mostrato il progetto della nuova scuola e che siano eseguite nuove perizie, sottolineando che se l’edificio non è sicuro è necessario un intervento urgente.

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