Biblioteca, troppi costi Scatta il trasferimento

M.PAS. 12.12.2018

Aspettative e polemiche si mescolano a Vobarno attorno al tema di fine anno: il destino della biblioteca «La Pigna» ospitata nelle ex punterie Falck dal 2006. La tensione si è alzata da quando ha iniziato a circolare la voce di un probabile spostamento nell’ex municipio, la cui ristrutturazione interna è terminata da poco. Finora sono state recepite posizioni critiche, dell’ex sindaco Carlo Panzera e Fabrizio Galvagni, vicesindaco nello stesso periodo, per esempio; ma non solo. E adesso interviene Giuseppe Ferrari, assessore alla Sicurezza. «Ci si dimentica che dal 1990 al 2006 la biblioteca era in via Castegnino e contava un solo dipendente, poi s’è spostata nell’ex punteria Falck. E da allora al 2016 sono stati spesi oltre un milione e 900 mila euro (in un solo anno anche 220 mila euro) per 2 dipendenti comunali e altrettanti operatori mandati dalla Comunità montana ma pagati dal Comune. In tutto 4 persone fisse per la cultura, contro 3 operai per la cura dei 52 chilometri di strade e delle scuole. È dal 2009 che la Lega - ricorda Ferrari, leghista da sempre - si occupa del costo eccessivo della biblioteca. La cultura deve correre alla pari con la sicurezza. Per questo in un periodo di crisi si è pensato di ridurre i costi senza nulla togliere al settore». «FACCIO notare che con le tecnologie moderne le nostre scuole in pochi minuti possono avere ogni tipo d’informazione - aggiunge l’assessore -. Quindi tutto ciò che si desidera è a disposizione limitando i costi che gravano sui contribuenti vobarnesi, visto che lo Stato non dà più contributi per la sicurezza come per la cultura. La scelta di riportare la biblioteca in centro è una rivalutazione storica e culturale. Storia e cultura devono alloggiare in un palazzo che rappresenta passato e presente, non in un capannone industriale». Nella ex sala consiliare si celebreranno matrimoni e qualche assemblea. Il resto sarà per la biblioteca, ma da gestire con una sola persona: «Strutture come l’attuale vanno bene per paesi ricchi e popolati». •