Ricavi occultati
e fatture fasulle:
spariti 26 milioni

La Guardia di Finanza ha scovato un’altra frode ai danni del fisco: a finire nei guai i titolari di due imprese valsabbine
La Guardia di Finanza ha scovato un’altra frode ai danni del fisco: a finire nei guai i titolari di due imprese valsabbine (BATCH)
Paola Buizza02.06.2017

I loro affari - sporchi - li facevano, ma evitavano con cura di dichiarare i ricavi. Cifre elevate, si parla di quasi 15 milioni di euro di ricavi nascosti, e fatture false per oltre 11 milioni, un bel tesoro sconosciuto al fisco.

Tra i 2014 e il 2017 due aziende valsabbine, di Casto e Pertica Bassa avevano costruito, strato dopo strato, un'attività illecita che immetteva soldi nelle loro tasche, li sottraeva al fisco e, conseguenza non irrilevante, danneggiava seriamente il commercio di metalli ferrosi. Due le aziende finite nel mirino della Tenenza di Gardone Val Trompia della Guardia di Finanza, tre le persone denunciate al termine delle attività ispettive.

L'OPERAZIONE, denominata «Castelli di (Val)sabbia», è solo l'ultima di un'impegnativa azione di prevenzione e contrasto a situazioni molto diffuse nelle zone della Valsabbia, Valgobbia e Valtrompia, territorio vasto nel quale si trovano a operare imprenditori corretti sempre più alle prese con colleghi scaltri e nocivi per il mercato nel quale storpiano la sana competizione con abili «maquillage» dei conti che danneggiano la concorrenza.

È il caso delle ditte al centro di quest’ultima indagine. Il settore è il medesimo, commercio di metalli ferrosi, ma le due attività non erano in contatto fra di loro. Ognuna aveva scelto il suo «metodo» operativo, in comune l’abilità di mascherarsi al fisco per nascondere guadagni e frodare l’Iva.

La ditta individuale di Casto, nata nel 2010, fin da subito - secondo quanto accertato dalla Finanza - aveva evitato di annotare sui registri contabili i movimenti della merce e relativi ricavi. Una vocazione all’evasione che fa pensare ad una volontà specifica dei fondatori in tal senso. I militari hanno dovuto procedere alla completa ricostruzione dell’impianto contabile e dei rapporti economici attraverso un minuzioso lavoro sulle banche dati e sulle movimentazioni bancarie. Un lavoro certosino che ha scoperchiato una montagna di carte false. Una ditta nata, è il caso di dire, con l’intento di non agire in modo corretto. La contabilità veniva occultata o, quando c’era, distrutta.

A CONCLUSIONE degli accertamenti, i due titolari dell’azienda di Casto sono stati denunciati per l’omessa dichiarazione di redditi per oltre 10 milioni di euro e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 11 milioni di euro. La seconda impresa, con sede a Pertica Bassa, aveva optato per una gestione alternativa: la contabilità veniva tenuta, era la dichiarazione fiscale che non veniva fatta. Una «dimenticanza» sospetta che non è sfuggita alla Guardia di Finanza. Il rappresentante della società è stato denunciato per aver sottratto al fisco ricavi per circa 4,5 milioni di euro. Alla fine i trucchi usati dagli imprenditori per costruire i loro maestosi castelli di Val(sabbia) sono miserabilmente falliti.

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