Corse e rubinetti
aperti per
Eridio e Chiese

Nuova acqua per l’EridioI partecipanti alla Corsa per la vita per lago e fiume durante il pasta party finaleSotto al tensostruttura di Crone si sono ritrovati in 160
Nuova acqua per l’EridioI partecipanti alla Corsa per la vita per lago e fiume durante il pasta party finaleSotto al tensostruttura di Crone si sono ritrovati in 160
Mila Rovatti 19.08.2019

Più o meno nelle stesse ore in cui a Idro e dintorni tornava sulla scena, con numeri ancora in crescita, la «Corsa per la vita del lago d’Idro e del suo fiume Chiese», la Prefettura di Brescia ha comunicato l’effetto di un incontro con esponenti della Provincia autonoma di Trento. Un effetto rappresentato dal via libera al rilascio di acqua dai bacini d’alta quota (e naturalmente trentini) di Boazzo e Bissina. L’autorizzazione è arrivata dalla giunta di Trento, che ha deliberato di mettere a disposizione dell’Eridio uno svaso aggiuntivo di 12 milioni di metri cubi, ma è importante sottolineare che non è il lago ad averne bisogno, ma i fin troppo idrovori campi di mais della pianura. Nel mese di luglio dal contesissismo specchio d’acqua prealpino è stato prelevato tutto il prelevabile per soddisfare le continue richieste agricole. Più di così non si può senza mettere a rischio il deflusso minimo vitale del Chiese e la salute dei cittadini, perciò o si interrompe l’irrigazione o si chiede più acqua ai trentini. I quali anche questa volta, sulla base della convenzione sottoscritta il 14 febbraio del 2017 fra le Province di Trento e Brescia e la Regione Lombardia (per «la valorizzazione dell’area vasta del lago d’Idro e per la gestione coordinata delle risorse idriche del bacino idrografico del fiume Chiese») hanno detto sì. L’ACCORDO citato prevede che «nel periodo intercorrente dall’avvio dei lavori delle nuove opere di regolazione e la loro conclusione», fra aprile e settembre di ogni anno si possano coordinare svasi a Nord e a Sud a seconda delle necessità. Ma le nuove opere, ovvero terza galleria di svaso e nuove paratoie di Idro, che fine hanno fatto? Dopo la notizia bomba della necessità di rifare interamente un progetto che letteralmente faceva acqua, la Regione Lombardia nicchia, e si limita a dire alla Provincia di Trento che «non ci sono le condizioni per dare l’avvio a breve ai lavori di messa in sicurezza». Un’affermazione che lascia aperta qualsiasi supposizione. Tornando alle cose certe, Trento ha dato disposizione alla società Hydro Dolomiti Energia, la srl concessionaria della grande derivazione idroelettrica di Boazzo, di rilasciare acqua dai bacini a Nord: il «rubinetto» aperto porterà appunto in questa seconda metà di agosto dodici milioni di metri cubi d’acqua nel lago d’Idro messo in sofferenza anche dalla lunga assenza di piogge degne di tale nome. Il rilascio previsto corrisponde a circa il 2% del volume idrico presente nell’Eridio TRENTO insomma soccorre la Lombardia. Ma una soluzione equa e definitiva la si troverà mai? Ancora una volta questa richiesta fa pensare che la terza galleria (se mai verrà realizzata) non ha certo lo scopo di proteggere i rivieraschi da una improbabile «piena millenaria», ma di prelevare acqua incondizionatamente. Il timore di chi sul lago ci vive è quindi quello che il «brodo» batterico rappresentato dalle scarsissime acque del Chiese in estate si possa proporre anche nel lago che lo alimenta. Ed è con questa immagine in mente, sottolineando la ovvia unità tra Eridio e fiume, che ieri, come detto in apertura, da Crone è partita (ed è arrivata) la nuova edizione di una manifestazione podistica speciale. L’evento organizzato dagli Amici della Terra lago d’Idro e Valle Sabbia, e sostenuto dall’Aics e dall’Asd Brescia running, ha visto al via del tracciato di 7 chilometri 118 persone, 30 in più dell’appuntamento dello scorso anno. In pista anche vecchie glorie e forti atleti del momento, e in generale tante persone venute a testimoniare il loro «no» a una gestione idrica a senso unico e, ieri in particolare, ai mega progetti di Acque bresciane che prevedono lo scarico nel Chiese, a Gavardo e a Montichiari, delle fogne (depurate) del Garda. Tra i 160 che hanno approfittato dei 30 chili di pasta offerti alla fine sotto il tendone di Crone dagli organizzatori, oltre a una famiglia arrivata apposta da Rovereto c’erano anche esponenti di associazioni e comitati: dai Cittadini di Calcinato a Gaia di Gavardo, passando per Basta veleni. •