Val di Viso devastata Lo tsunami di detriti non lascia scampo

Una delle auto trascinate dalla furia dell’esondazione del torrenteLe strade sono state chiuse per consentire i lavori di ripristinoIl ritorno alla normalità si annuncia complesso per le famiglie colpite dal violento temporaleLa colata di fango e detriti ha devastato ponti e prese idriche: Pezzo è rimasta senza acqua per ore
Una delle auto trascinate dalla furia dell’esondazione del torrenteLe strade sono state chiuse per consentire i lavori di ripristinoIl ritorno alla normalità si annuncia complesso per le famiglie colpite dal violento temporaleLa colata di fango e detriti ha devastato ponti e prese idriche: Pezzo è rimasta senza acqua per ore
Lino Febbrari01.08.2020

In scala notevolmente ridotta, quanto avvenuto giovedì sera attorno alle 21 in Val di Viso di Ponte di Legno, ricorda la terribile alluvione verificatasi, anche allora a fine luglio (era il 2012), che, per l’enorme quantità di materiale trascinata sul fondovalle, modificò per sempre l’orografia della Val Rabbia di Sonico e del corso dell’Oglio fin quasi a Malonno. Per fortuna, come otto anni fa, anche in alta Valle non si lamentano vittime ma solo ingenti danni soprattutto alle infrastrutture della viabilità minore, alle seconde case e alle cascine. «LA BUONA NOTIZIA è che non siamo qui a piangere la morte di qualcuno – afferma il sindaco Ivan Faustinelli, che per tutta la notte ha seguito sul posto il lavoro delle squadre dei vigili del fuoco, della protezione civile e delle tantissime persone che hanno voluto dare una mano a chi era in difficoltà - . Immediatamente dopo la prima ondata abbiamo fatto evacuare due famiglie che si trovavano in abitazioni a rischio. Una ragazza che stava rientrando a Pezzo, la cui auto era rimasta intrappolata nella fanghiglia, l’hanno liberata i vigili del fuoco e portata al sicuro. Purtroppo i danni a strade, ponti, acquedotti, eccetera sono al momento incalcolabili». Tutto ha avuto origine da una cella temporalesca che ha scaricato secchiate d’acqua per più di mezz’ora in alta quota, in un’area ristretta nella zona dei laghetti di Ercavallo; mentre a pochi chilometri di distanza non è caduta neppure una goccia d’acqua. Da qui si è innescata la colata detritica, partita quasi sicuramente dopo il cedimento di uno o più tappi creatisi per la caduta di piccole frane nell’alveo del torrente Arcanello. La colata ha dapprima spazzato i ponticelli che si trovano sopra il fiabesco villaggio di Case di Viso. All’estremità del piccolo abitato, alcune grosse piante cresciute nel letto del torrente Arcanello, hanno deviato l’enorme massa liquida incanalandola nella stradina principale. Fango e detriti hanno invaso cantine e i locali al piano terra di decine di casette. Un paio di auto parcheggiate a fianco del corso d’acqua sono state trascinate per decine di metri: una è finita quasi accartocciata alla parete esterna del caseificio. «Purtroppo i fenomeni intensi sono sempre più frequenti – commenta Faustinelli -. Il nubifragio di ieri sera è stato molto violento, l’Arcanello ha esondato e i grossi volumi di materiale della colata, oltre a danneggiare le abitazioni private e a riempire i locali della centralina, hanno strappato cinque ponti e fatto saltare tre prese dell’acquedotto. La frazione di Pezzo è rimasta senza acqua. L’erogazione – aggiunge il primo cittadino – è ripresa solo questa mattina dopo che i nostri tecnici sono riusciti a ricollegare le tubazioni tranciate. Siamo tutti impegnati per tornare al più presto alla normalità». E va dato atto alla gente di Pezzo che nessuno è rimasto con le mani in mano. Molti che non hanno avuto proprietà danneggiate si sono prestati per aiutare il vicino o l’amico a spalare fango, a recuperare mobili e masserizie, a ripulire pavimenti. Una bella dimostrazione di senso civico e di altruismo. Al contrario della moltitudine di turisti impegnati solo a scattare foto o girare video con i telefonini da postare sui social. AL LAVORO SI SONO messi diversi mezzi meccanici fatti intervenire prontamente dal Comune, in particolare per liberare l’asfalto della provinciale 300, che conduce alla frazione di Pezzo e sul passo di Gavia. L’opera degli escavatori si è concentrata per tutta al notte e la giornata di ieri nella località Ponte dei Buoi, nel punto in cui l’Arcanello si getta nel Frigidolfo. Per decidere le opere urgenti da attuarsi rapidamente per mettere in sicurezza tutta l’area interessata sono intervenuti anche i tecnici dell’Utr di Brescia. «Ci hanno assicurato quattro pronti interventi – osserva soddisfatto Faustinelli – e poi, una volta fatta al conta dei danni, progetteremo tutte le altre opere necessarie per ripristinare la grave ferita subita dal nostro territorio». Per riaprire il collegamento con la Valtellina attraverso il valico del Gavia, nelle prossime ore ci sarà da intervenire anche in prossimità della galleria, dove sulla carreggiata è caduta una frana valutata in circa 70 metri cubi di massi e pietrisco. I più anziani ricordano che i loro padri raccontavano che già nel 1700 e 1800 la Valle di Viso fu devastata più volte da eventi simili. •