Relitti industriali: da problema a opportunità

L’ingresso della discarica scoperta nella ex Ols di Pisogne
L’ingresso della discarica scoperta nella ex Ols di Pisogne
Alessandro Romele 08.10.2019

Nell’enclave tra l’alto Sebino e la bassa Valcamonica sono concentrati 9 siti contaminati ad alto rischio e 13 «relitti» industriali inquinati. Trasformare le aree produttive dismesse da problema a opportunità è l’ambizioso progetto del Bim che nei giorni scorsi ha varato un tavolo di lavoro con Aib, Regione, Ats, ingegneri, architetti e geologi. Partendo dai dati redatti dall’Associazione degli Industriali Bresciani – risalenti però al 2015, ma la situazione è cambiata di poco - la task force si è posta come primo obiettivo la mappatura dei siti dismessi, primo passo per valutare soluzioni di riconversione sostenibili dal punto di vista finanziario e ambientale. Restituire una seconda vita alle aree industriali abbandonate è un sfida che coinvolge trasversalmente gli strumenti urbanistici, le imprese e gli amministratori. Una commissione ristretta sarà chiamata a valutare i costi di uno studio che si occupi della caratterizzazione delle sostanze inquinanti, della stima degli investimenti necessari alla riconversione e del valore residuo dei comparti. Il Bim ha voluto precisare che il tavolo non necessariamente porterà ad una soluzione, ma è importante, ora, è capire se esista o meno l’opportunità di far rinascere queste aree. Tra Vallecamonica e Sebino sono tredici le aree critiche, e vanno da Sellero a Pisogne: in tutto per una dimensione totale di 656 mila metri quadrati. LA EX OLS DI PISOGNE è la zona più vasta, con i suoi 105 mila metri quadrati. La più piccola, ma non per questo priva di interesse, e quella, di 10 mila metri quadri, posta su via 25 Aprile ad Artogne. Si passa poi dalla ex Nuova Sider Camuna di Bienno, alla ex ferrovia di Ceto, dalla centrale Enel dismessa a Isola di Cevo, al trio di fabbriche darfensi, la Terni, la Cerestar e l’acciaieria. A Pisogne, oltre alla Ols c’è anche l’Alfer, mentre Sellero è presente con la Fucinati. L’interesse dell’Associazione degli Industriali Bresciani è fondamentale: indica infatti un certo interesse da parte del mondo degli imprenditori provinciali per la zona camuno sebina. I dati raccolti potranno comunque essere utili per il futuro. Il Tavolo per la riconversione delle aree industriali verrà aggiornato con cadenza semestrale per analizzare i progressi sul fronte del censimento dei siti e del lavoro della commissione ristretta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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