Valanghe, soccorsi accelerati con l’elicottero «elettronico»

Un volo di prova del velivolo di Elimast al TonaleLe verifiche a tavolino della nuova apparecchiatura
Un volo di prova del velivolo di Elimast al TonaleLe verifiche a tavolino della nuova apparecchiatura
Lino Febbrari 19.12.2018

La neve ancora non è un pericolo, ma in caso di valanghe, in alta Valcamonica si sono attrezzati con l’ultima novità: una nuova apparecchiatura montata su un elicottero per accelerare al massimo le ricerche delle persone rimaste sepolte. Uno strumento in grado di captare dall’alto il segnale emesso dall’Artva dell’escursionista travolto, e di circoscrivere velocemente la zona in cui inviare da terra gli operatori del soccorso. È stato presentato e testato nella base Elimast del Tonale, ed è un dispositivo che attraverso un’antenna appesa a una fune riesce a scandagliare velocemente grandi porzioni di territorio. «È davvero utilissimo - sostiene il presidente del Sals Lombardo Gianfranco Comi - perché pochi minuti dopo l’allarme si può raggiungere il luogo dell’incidente e, con un sistema di ricerca codificato, adottando le stesse procedure di un’esplorazione sul terreno, coprire una superficie molto vasta». «La tecnologia sta facendo passi da gigante - osserva Pierangelo Mazzucchelli, delegato della Quinta zona bresciana del Soccorso alpino -, e sappiamo tutti che gli interventi su valanga sono tutti tempo dipendenti, ossia che la rapidità è fondamentale per la buona riuscita della missione. Se impiegato correttamente, questo strumento sicuramente ci darà una marcia in più nelle nostre operazioni». COME avviene la ricerca dall’alto lo spiega la guida alpina Uberto Piloni: «In sostanza si seguono dei corridoi fino all’individuazione del segnale - spiega l’esperto -, poi si passa il compito alle squadre a terra per la ricerca finale. L’elicottero è importante perché contribuisce a diminuire di molto i tempi». Elimast collabora da anni con i tecnici del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico nelle operazioni di ricerca e soccorso delle persone sepolte dalle valanghe. Grazie a questa novità la collaborazione tra la società elicotteristica camuna, la prima privata a dotarsi di questa antenna, e gli angeli della montagna, si rafforza ulteriormente. «È un gioco di squadra ovviamente tra pilota, tecnico a bordo e soccorritori a terra - sostiene il comandante Maffeo Comensoli -. Per noi piloti è basilare la conoscenza del teatro sul quale siamo chiamati a operare, perché arrivare su una valanga nel più breve tempo possibile quasi sempre contribuisce a salvare una vita». All’incontro tecnico svoltosi al Tonale ha partecipato anche Maurizio Folini: il pilota protagonista qualche anno fa di un salvataggio miracoloso di un alpinista infortunato sulla catena dell’Himalaya a quasi 8000 metri. Il suo commento? «Non è un’operazione difficile, ma richiede preparazione e grande affiatamento tra i soccorritori». •

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