Soldati con la penna nera Un tributo alle vittime e un augurio di pace

Un Tonale innevato per la cerimonia alpina del 4 Novembre
Un Tonale innevato per la cerimonia alpina del 4 Novembre
L.FEBB. 04.11.2018

In calendario c’era il tradizionale raduno al passo del Tonale, ma quello portato in scena ieri dagli alpini della Valcamonica (al loro fianco c’erano anche i rappresentati e i vessilli delle sezioni di Trento, Brescia, Salò-Montesuello, Bergamo, Biella e Asti) era davvero speciale, perchè con questo incontro l’Ana camuna ha chiuso ufficialmente il ciclo di commemorazioni dedicate al centenario della fine della Prima guerra mondiale che per il nostro Paese cade oggi. NONOSTANTE le pessime condizioni meteo, sul valico che una volta separava il regno d’Italia dall’impero austroungarico, per ricordare quei drammatici avvenimenti di un secolo fa insieme alle penne nere e alle altre associazioni d’arma si sono ritrovate autorità politiche e militari. «Da quando è nata, questa manifestazione ha sempre avuto successo - ha commentato Mario Sala, leader delle penne nere camune -. Sicuramente per il luogo, perché il sacrario racchiude la nostra storia, poi da parte nostra c’è sempre stata una vicinanza particolare a questo sito. Noi abbiamo fatto ogni sforzo affinché questo appuntamento in occasione del centenario meritasse una grande partecipazione». I vertici nazionali dell’Ana sono stati rappresentati al Tonale dalla partecipazione del vicepresidente Lorenzo Cordiglia: «Una cerimonia davvero partecipata e sentita - ha sottolineato -. Ora che sono finite le manifestazioni triennali per il centenario non dobbiamo assolutamente dimenticarci del sacrificio dei caduti: l’ho ribadito nel mio intervento durante la messa, dovremo sempre ricordare la loro memoria anche negli anni a venire, sempre». AL TERMINE della funzione religiosa concelebrata nella chiesa dedicata a San Bartolomeo dal cappellano delle truppe alpine, il capitano don Massimo Gelmi, e da quelli dell’Ana camuna, don Antonio Leoncelli e don Ermanno Magnolini, rispettando una consuetudine è stata deposta una corona d’alloro nel sacrario militare d’alta quota che conserva le spoglie di oltre 800 italiani e austroungarici caduti in combattimento.

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