Inno alla pace nei luoghi della guerra

Lo spettacolo multimediale a Passo Lagoscuro
Lo spettacolo multimediale a Passo Lagoscuro
L.FEBB. 19.08.2019

L’arte e la musica cantano un inno alla pace nei luoghi di una guerra terribile. È successo nuovamente a Passo Lagoscuro, sullo sfondo di un panorama mozzafiato e a poche decine di metri dalle trincee italiane a quota 3000, con l’iniziativa «Il ghiacciaio di nessuno», un appuntamento organizzato dal Comune (il consigliere delegato Ennio Donati è stato l’ispiratore qualche anno fa), dalla Pro loco di Pontedilegno e dall’associazione Amici di Capanna Lagoscuro. In scena davanti alle Alpi il trombettista piemontese Fabrizio Bosso, il fisarmonicista di Spoleto Luciano Biondini e l’attore Luigi Ottoni, da molti anni di casa a Ponte in estate, che ha letto i passaggi più significativi del diario di guerra, ritrovato una quindicina di anni fa dopo l’arretramento della vedretta di Lares, appartenuto a un tenente 23enne austriaco morto sul Cavento. E stata una mattinata emozionante per le centinaia di persone salite a piedi o in elicottero e per gli artisti, i quali per la prima volta hanno dialogato musicalmente tra loro in un luogo in cui morirono centinaia di giovani soldati. «Per noi una location inusuale, ma tanto emozionante. Siamo rimasti stupiti nel vedere tanta gente arrivare fin quassù per assistere a un concerto in un luogo in cui, anche non conoscendo i fatti, si intuisce che è passata la morte», hanno commentato i due musicisti al termine dell’applauditissima esibizione. Luigi Ottoni ha commosso il pubblico narrando le terribili vicende di oltre cent’anni fa, quando italiani e austriaci conquistarono e persero più volte la vetta del Cavento. «OGGI potrebbe anche far sorridere questa retorica butta là in mezzo a notizie spesso false - ha detto -. Qui si è combattuto, qui tanti giovani ci hanno lasciato la vita illudendosi che il loro sacrificio potesse servire a creare una società migliore: cosa che purtroppo a me personalmente non risulta». C’era anche Mauro Corona: «Mi piace essere qui a visitare dove la follia dei generali che stavano in pianura ha fatto macellare migliaia di ragazzi». •

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