Malegno e Lozio
sono in ostaggio
della frana

L’accesso sbarrato alla strada: continuano i disagi nella zona
L’accesso sbarrato alla strada: continuano i disagi nella zona
Claudia Venturelli08.11.2019

Chi pensava che il guaio potesse risolversi in tempi record si sbagliava: la frana che mercoledì sera ha investito la provinciale 92 che da Malegno sale a Lozio è un osso duro. Interessa un’arteria per niente secondaria, visto che è il principale collegamento delle frazioni di Lozio con il fondovalle. Ma nonostante i lavori di sgombero siano iniziati all’indomani mattina, attuati dall’impresa incaricata dalla Provincia, la strada resta per il momento chiusa al traffico. Il materiale rotolato a valle, terra e sassi, è stato tolto dalla carreggiata, ma c’è voluto l’intervento dei rocciatori nel pomeriggio per capire che ancora non è tornata in sicurezza: a monte della parete dalla quale si è staccato quel materiale ci sono ancora sassi pericolanti. Così l’ingegner Savoldi del settore Strade del Broletto non ha dato il via libera per la riapertura, costringendo i pendolari dell’altopiano di Lozio ad altre 24 ore di disagi. L’arteria alternativa infatti circumnaviga l’area passando per l’intercomunale che collega Villa a Ossimo Superiore. Disagi e qualche chilometro in più, ma potrebbe essere questione di ore, anche se il maltempo previsto per tutta la giornata di oggi potrebbe prolungare la chiusura. Questa mattina è previsto un nuovo sopralluogo e l’obiettivo è riaprire non appena ci saranno le condizioni di sicurezza. Già sette mesi fa, era il 5 aprile, qui si era sbriciolata la roccia del versante, praticamente da cima a fondo.


ALL’ORIGINE anche degli ultimi distacchi sicuramente le piogge abbondanti delle ultime ore che il terreno non è riuscito a drenare. A intervenire immediatamente sul posto, mercoledì sera sono stati i vigili del fuoco del distaccamento di Darfo, i carabinieri di Borno e i tecnici del Broletto: appurato che al momento della frana nessuno transitava in zona, la provinciale è stata chiusa e il sopralluogo è stato rinviato a ieri mattina, quando una ditta ha anche iniziato a lavorare per accelerare i tempi. I rocciatori sono invece intervenuti nel tardo pomeriggio e messo l’ultima parola: tutto inagibile fino a nuove indicazioni.