Lite nel traffico, condannato

L’aggressione è stata fermata dall’intervento della Polstrada
L’aggressione è stata fermata dall’intervento della Polstrada
F.M. 19.09.2019

Lo prese a pugni e calci, strattonò la moglie dell’aggredito che era intervenuta per cercare di placare la sua ira e le due figliolette che erano in auto, quella più grande aveva fotografato la targa della macchina dell’aggressore, la più piccola vedendo il padre preso a pugni era rimasta sotto choc. Tutto per un diverbio avvenuto mentre entrambi si trovavano in viaggio, sulla Serenissima. Questa l’accusa per Marco Ducoli, cinquantenne originario di Boario Terme. Ha risarcito tutti, per alcune lesioni tale circostanza si è tradotta con una dichiarazione di improcedibilità ma restavano le lesioni gravi e la calunnia, perché a sua volta aveva denunciato la vittima sostenendo di essere stato aggredito. E su queste due imputazione ha concentrato la requisitoria il pm Gennaro Ottaviano che per l’imputato difeso da Mauro Moretti e Paolo Rossi ha chiesto la condanna a 4 anni e due mesi. Leggermente più alta, ovvero 4 anni e 3 mesi, quella inflitta dal giudice Laura Donati ieri pomeriggio all’automobilista che il 10 ottobre 2015 fuori dal casello di Peschiera aggredì un uomo di 56 anni: tra i due c’era stato un alterco stradale e quando la vittima arrivò al casello dietro di sé vide l’auto di Ducoli. «LE DEPOSIZIONI sono congruenti e confermano la lite stradale, che l’imputato ha inseguito la persona offesa, non è vero che una volta giunti al casello casualmente se l’è trovato davanti», ha ricostruito il pm. «Ha picchiato al finestrino e quando la vittima è scesa l’ha presa a pugni al volto e a calci, la madre di Ducoli diventa testimone a carico e conferma di questa ricostruzione perchè qui è venuta a dire che a quel punto è scesa e ha detto ”smettila” al figlio cercando di allontanarlo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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