I pellegrini camuni sulle orme lasciate da don Mazzolari

G.GAN. 05.10.2019

Questo è l’anno del sessantesimo della morte di don Primo Mazzolari, e anche il gruppo «Camminare è un’arte» ha deciso di ricordare la ricorrenza con due iniziative. Nell’aprile scorso i pellegrini camuni guidati da don Battista Dassa hanno affrontato, insieme alle Fiamme verdi, un breve pellegrinaggio da Berzo Demo fino a Garda di Sonico, dove nel 1954 don Mazzolari aveva scritto il suo testamento. Ben più impegnativa è invece la tre giorni di cammino iniziata ieri e in programma anche oggi e domani. IL GRUPPO di camminatori ha partecipato ieri all’incontro nell’oratorio don Bosco di Edolo con don Bruno Bignami, postulatore della causa di beatificazione del sacerdote cremonese. Poi sono partiti in pullman per Verolanuova dove la parrocchiale ha ospitato una riflessione e l’incontro con il parroco. Il pellegrinaggio è partito proprio da Verolanuova, dove Primo Mazzolari ha vissuto i primi anni di vita in una cascina di campagna: la prima li ha portati alla casa parrocchiale di Marzalengo. Oggi alle 5 si sveglieranno per completare il cammino di oltre 40 chilometri che, passando da Boschetto di Cremona, paese natale di Mazzolari, li porterà fino a Canneto sull’Oglio. La terza tappa, con partenza alle 6 di domani, prevede un itinerario di 15 chilometri con la conclusone a Bozzolo (Mantova), dove il religioso fu parroco e dove morì il 12 aprile 1959. LA STRAORDINARIA figura del sacerdote sarà ricordata insieme agli amici della Fondazione creata in suo ricordo e quindi sarà celebrata una messa nella parrocchiale. Nel pomeriggio il ritorno dei fedeli in Valcamonica. Anche in questa occasione saranno raccolti fondi da destinare ad un progetto di solidarietà: l’ultimo pellegrinaggio del gruppo Camminare è un’arte, da Sonico a Tirano, ha fruttato 1.100 euro donati da don Dassa agli animatori del club «L’inguaribile voglia di vivere». •

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