Soccorso alpino con le stellette La Finanza rinnova l’accordo

Un gruppo di finanzieri del Sagf in azione
Un gruppo di finanzieri del Sagf in azione
Lino Febbrari 23.12.2018

Prevengono, consigliano, soccorrono e, quando è il caso, sanzionano pure i frequentatori della montagna. Sono i compiti assegnati ai finanzieri specializzati tecnici del Soccorso alpino delle fiamme gialle: un nucleo istituito nel 1965 che nel tempo si è ramificato in 25 stazioni dislocate sull’arco alpino e sugli Appennini; una delle quali, dal 2006, ha sede a Edolo. Sono una decina i militari di stanza nella caserma di via Roma che ospita anche la Brigata che ha giurisdizione dal Tonale a Niardo. E che entro pochi anni traslocherà nella progettata Compagnia che avrà sede a Breno, mentre i 10 soccorritori del Sagf, competenti su tutto il territorio provinciale, resteranno nella cittadina dell’alta valle. Non potrebbe essere diversamente, visto che questi professionisti operano prevalentemente nei territori cosiddetti ostili. Recentemente è stato rinnovato il protocollo di intesa che da anni vede il Sagf della stazione di Edolo operare con l’articolazione bresciana dell’Azienda regionale emergenza urgenza (Areu). «Nello specifico - chiarisce il comandante provinciale colonnello Salvatore Russo - le squadre del Soccorso alpino provvederanno a pattugliare e vigilare le piste da sci e le aree impervie, assicurando il rispetto delle norme di comportamento degli utenti». Inoltre, pur non essendo medico o paramedico, il finanziere soccorritore potrà gestire anche situazioni di carattere sanitario. Lo stabilisce un altro protocollo a livello nazionale e regionale. PER QUESTO da ormai oltre dieci anni gli uomini del Sagf sono stati formati dai medici del 118 di Brescia. E grazie al rinnovo della collaborazione si potranno incrementare le competenze operative di intervento come soccorritore non sanitario con le conoscenze di primo soccorso: la valutazione di base dei parametri vitali, l’esecuzione di manovre di base di rianimazione cardiopolmonare, la somministrazione di ossigeno, l’immobilizzazione e la messa in sicurezza del ferito, la protezione e il medicamento temporaneo delle ferite. Va anche ricordato che il Sagf collabora proficuamente con il Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico e svolge funzioni di polizia giudiziaria in caso di gravi incidenti e di pubblica sicurezza. «Il ruolo dei nostri finanzieri in montagna è significativo soprattutto quando purtroppo devono recuperare dei cadaveri - conclude il colonnello Russo -: appartenendo a un corpo di polizia possono svolgere tutti gli accertamenti e relazionare alla magistratura. Quindi, oltre che dal punto di vista tecnico, devono anche saper gestire il momento immediatamente successivo all’operazione di soccorso». •