Centrale sul Dezzo,
colpo basso
dal Broletto

Il  torrente Dezzo è minacciato da una centrale idroelettrica
Il torrente Dezzo è minacciato da una centrale idroelettrica
Giuliano Ganassi 19.03.2019

Prima c’è stata la decisione sfavorevole del Tribunale superiore delle acque; poi, a dare il colpo di grazia (o quasi) agli oppositori pubblici e privati della centralina idroelettrica sul torrente Dezzo ci ha pensato la Provincia. L’esito dell’ultima conferenza di servizi dedicata all’impianto collocato sul territorio di Angolo Terme è stato favorevole a «Idea servizi», la srl che intende realizzarlo. Perché appunto la Provincia ha prorogato di cinque anni, fino al 10 dicembre 2023, l’efficacia del proprio giudizio positivo sulla compatibilità ambientale di una nuova derivazione delle acque superficiali del Dezzo. Gli atti approvati nel dicembre del 2013 e quelli seguenti erano stati impugnati dal Comune di Angolo davanti al Tribunale superiore delle acque pubbliche, che nel dicembre scorso aveva rigettato il ricorso e confermato la legittimità dei provvedimenti provinciali. A quel punto Idea servizi ha presentato un’istanza di proroga del decreto di compatibilità ambientale, e insieme ha aggiornato lo studio sull’impatto ambientale della propria opera. Nel braccio di ferro iniziato oltre quattro anni fa con la società, il Comune ha contestato il ritardo nella richiesta di proroga e bloccato la società, che era pronta ad aprire il cantiere nel settembre scorso. Poi, alla fine di gennaio si è riunita per l’ennesima volta la conferenza di servizi, e in quella sede, al no del Comune si è affiancato quello della Comunità montana di Valcamonica, contraria alla posa della condotta forzata e alla realizzazione della centrale in aree situate nel nuovo Piano di indirizzo forestale. HANNO invece confermato il «sì» la Sovrintendenza di Brescia e l’Ats della Montagna, e così si è arrivati al via libera. A pesare nell’approvazione della Provincia anche la variante del Piano di governo del territorio di Angolo che cambia la destinazione urbanistica delle aree interessate dalla centrale. In particolare cambia da residenziale ad artigianale la zona dell’ex imbottigliamento. Caso chiuso e via libera ai lavori? Non ancora: ora la srl deve apportare alcune varianti al progetto mentre i soggetti coinvolti possono opporsi all’atto della Provincia. Che preoccupa ambientalisti e pescatori: il livello del Dezzo in questi mesi di siccità è sceso molto, e un ulteriore prelievo dalle acque del torrente, già sfruttato in abbondanza lungo il suo corso per la produzione di energia, potrebbe avere effetti disastrosi. •