Violenze sessuali,
in carcere
un marocchino

Violenza sessuale: due gli episodi per i quali è scattata la condanna
Violenza sessuale: due gli episodi per i quali è scattata la condanna
Valentino Rodolfi 28.02.2019

Due brutti episodi di violenza sessuale ai danni di due donne, avvenuti il primo nel 2014 e il secondo nel 2016, hanno portato in carcere un cittadino marocchino abitante a Cividate Camuno, che in questi anni aveva atteso a casa la conclusione della vicenda giudiziaria, arrivata al terzo grado. IERI MATTINA è finita: i carabinieri della stazione di Breno sono andati a prenderlo e hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione. A Cividate Camuno i militari hanno arrestato un pregiudicato marocchino 34enne, già noto alle forze di polizia, poiché destinatario di un ordine di cattura, disposto a seguito di sentenza definitiva emessa dalla Suprema corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal suo legale. Il reato contestato è quello di violenza sessuale continuata (due gli episodi che gli sono stati attribuiti) per il quale era stato già condannato dalla Corte di appello a 7 anni e 8 mesi di reclusione. La Corte di Cassazione ha confermato la pena ed è stato disposto l’arresto con accompagnamento in carcere. Diversamente da quanto accade spesso, quando vicende simili coinvolgono cittadini stranieri, non era fuggito all’estero: i carabinieri lo hanno rintracciato all’interno della sua abitazione di Cividate. I fatti contestati risalgono al novembre 2014 e al marzo 2016: le indagini erano state condotte proprio dai carabinieri della stazione di Breno a seguito delle denunce presentate, rispettivamente, da una connazionale di 30 anni e da una donna del luogo di 33 all’epoca dei fatti, che avevano riferito di aver subito le violenze sessuali. IL MODUS OPERANDI, nei due casi, era stato il medesimo. L’uomo, dopo aver accompagnato le vittime in auto in un posto isolato, le aveva picchiate e minacciate, obbligandole ad avere un rapporto non consenziente. Le due donne avevano avuto la forza di denunciare l’accaduto ai carabinieri di Breno, che avevano riscontrato la veridicità di quanto raccontato dalle vittime: poi le indagini, il processo, la condanna e infine la Cassazione. Dopo le operazioni di rito l'arrestato è stato portato nel carcere di Brescia. L’autorità giudiziaria ha disposto che dopo aver scontato la pena, il magrebino dovrà essere espulso dal territorio dello Stato italiano. •