L’Avis festeggia un traguardo L’umanità ha una nuova casa

I vertici della sezione intercomunale dell’Avis
I vertici della sezione intercomunale dell’Avis
L.RAN. 11.02.2019

Aprendo l’assemblea di inizio anno della sezione intercomunale Avis di Breno, la più numerosa della Valcamonica con 880 soci attivi, il giovane presidente Giuseppe Gasparini ha potuto giocare una carta importante: la nuova sede. È di pochi giorni fa la conclusione dei lavori nei locali di via Sammaione coordinati dal vice di Gasparini e capogruppo brenese Mario Pedersoli: ora i donatori di sangue possono disporre di spazi idonei e direttamente accessibili dal piazzale; adatti per ospitare le visite mediche degli aspiranti donatori e dotati di una segreteria e di una «reception» all’altezza. UN OTTIMO inizio d’anno, insomma. Anche, complessivamente, per quanto riguarda i numeri della generosità. Nella sua relazione letta ai referenti dei 17 gruppi affiliati all’intercomunale, infatti, Gasparini ha ricordato che pur a fronte di un lieve calo di soci (880 contro i 900 del 2017) c’è stato un incremento del numero delle donazioni (sono state 2.011 nel 2018 contro le 1.953 di due anni fa), equivalenti a un indice di donazione del 2,26% (era al 2,21% nel 2017). Sono percentuali minime ma comunque positive per questa preziosa realtà umanitaria: lo ha sottolineato Marcello Ravani, storico donatore e responsabile delle 7 Avis camune. Il presidente ha poi ricordato le 173 visite effettuate da Tonino Zeminian, direttore sanitario della sezione, a 156 aspiranti donatori e a 17 avisini in pausa pronti a rientrare: su questo totale, al 31 dicembre una ottantina sono diventati donatori effettivi. Tutto bene insomma, o quasi. Perché Gasparini ha anche ricordato con amarezza l’atteggiamento di troppi volontari che si prenotano alle visite mediche e poi ignorano l’appuntamento: «Dalle statistiche risulta che dei 2.043 prenotati 45 non hanno potuto donare per patologie momentanee, ma ben 347 (erano stati 290 nel 2017) non si sono fatti vedere portando l’assenteismo al 16%». Poi l’inevitabile appello rivolto ai giovani, che «spesso purtroppo non pensano di avere nel loro corpo un farmaco chiamato sangue che può contribuire gratuitamente a salvare una vita». Le «classifiche»? Dei gruppi affiliati all’intercomunale il più produttivo nel 2018 è risultato ancora una volta quello di Bienno del «mitico» Faustino Fantini con 342 donazioni, seguito da Breno con 301 e da Cividate (capogruppo Giacomo Pelamatti) con 157, mentre se si tiene conto dell’indice di donazione, il podio va a Ceto (del presidente Gasparini) con il 2,66%, davanti a Cerveno (capogruppo Luigi Mondoni) con il 2,60% e a Bienno con il 2,50%. •