L’inchino di Borno agli «eroi» dimenticati

Il medagliere che verrà presentato oggi a Borno
Il medagliere che verrà presentato oggi a Borno
Claudia Venturelli 04.11.2018

La sua prima uscita ufficiale è in cartellone per oggi, e darà uno straordinario valore aggiunto alle celebrazioni per il 4 Novembre che stavolta coincidono con il centenario della fine della Grande guerra. Sono serviti mesi per arrivare a questo risultato, e i promotori sperano che ciò che presenteranno servirà alle nuove generazioni, al bisogno di sapere e non dimenticare. A Borno è stato allestito un medagliere che raccoglie, fedelmente riprodotte, le medaglie e le croci al valor militare ottenute dai bornesi combattendo per la Patria. «È un regalo che abbiamo voluto fare a tutti i combattenti, ormai tutti scomparsi - spiega il sindaco Matteo Rivadossi -; un regalo che andrà ad arricchire la nostra storia e la sala consiliare, dove il labaro con le decorazioni verrà esposto insieme al gonfalone del Comune». L’idea è nata tempo fa nella mente dell’alpino Martino Filippi: «Già da piccolo, quando venivo qui in Comune per celebrare il 4 Novembre - racconta Filippi - provavo una grande ammirazione per i nostri caduti e per i nostri eroi decorati. Alcuni allora erano vivi, erano i padri dei miei compagni, poi sono andati via via scomparendo. Ma nel tempo, grazie anche all’albo d’oro, ho scoperto che Borno era uno dei paesi più decorati». Sono infatti ben quattordici i riconoscimenti accertati, e sono state ricostruite tre medaglie d’argento, quattro di bronzo e quattro croci. All’appello ne mancano tre «perché il lavoro è stato tutt’altro che semplice, soprattutto per i nomi che un tempo si ripetevano facilmente - ricorda lo storico locale Francesco Inversini che ha curato la ricerca -. Nell’occasione abbiamo individuato anche i caduti: era necessario per avere un punto fermo, diventato possibile grazie all’ufficiale dell’anagrafe Tarcisio Re». COMUNE e penne nere hanno insomma lavorato insieme per scongiurare l’oblio e raccontare ai giovani le storie dei medagliati; vicende di sofferenza, di paura e di amore: «Sono tanti, soprattutto se si considera che un tempo - continua Filippi - Piancogno rientrava nel Comune di Borno. Poi i due paesi si sono divisi e noi da soli contiamo quattordici decorati. Ho pensato fosse giusto onorare queste persone per quello che hanno fatto». Lo si ribadirà questa mattina, leggendo alla popolazione le motivazioni delle medaglie: le pergamene poi verranno donate alle famiglie. •