Disabili, lavoro, inclusione Un «temporary shop» apre una nuova strada

Il temporary shop che verrà inaugurato oggi a Borno
Il temporary shop che verrà inaugurato oggi a Borno
C.VEN. 27.12.2018

È nata solo poche settimane fa ma ha già in calendario un’inaugurazione importante: il primo temporary shop il cui nome è allo stesso tempo uno slogan e un invito, «Diamoci una seconda mano», che aprirà quest’oggi a Borno in via Vittorio Veneto 89. L’ha voluto l’associazione «Oltrecasa», che ha sede proprio a Borno ma il cui intento è riunire le famiglie dei ragazzi diversamente abili di tutta la Valcamonica perchè qui trovino una strada per il futuro. Il temporary infatti non è che uno dei primi passi mossi dal sodalizio per occupare i ragazzi oltre l’impegno nelle varie cooperative: «L’angoscia per il futuro è il sentimento che ci unisce - spiega Grazia Bertoli, presidente dell’associazione -. Terminato il ciclo di studi, infatti, sul territorio per tanti dei nostri ragazzi non esiste alcuna prospettiva di inclusione». Il sogno è grande, ma ha già trovato l’appoggio di amministrazione comunale, imprenditori e cooperative di assistenza. L’obiettivo è «creare spazi abitativi dinamici volti al raggiungimento di una maggiore autonomia; un luogo in cui far assottigliare il confine tra normalità e disabilità, dove il territorio possa entrare, dove questi ragazzi speciali possano trovare la loro dimensione nel mondo». È un piccolo negozio del riuso in cui i ragazzi disabili saranno impegnati, affiancati, nel ricevimento dei clienti e nella vendita: «Abbiamo messo in vendita tutto ciò che, anche grazie alla generosità di molti, abbiamo recuperato - spiega la tesoriera Daniela Marsegaglia -. Si parte dai vestiti ma in campo ci sono già numerose altre idee per sostenere il progetto». L’OCCASIONE per farsi conoscere è fissata per oggi alle 17, quando ragazzi e famiglie accoglieranno clienti e amici: il temporary resterà aperto durante le vacanze di Natale fino al 6 gennaio. «Abbiamo il dovere di pensare al “dopo di noi” - chiude la presidente - e questo è un modo per rendere i nostri ragazzi più autonomi e meno isolati». Per questo l’invito è anche a prendere parte all’associazione donando un po’ del proprio tempo per concretizzare l’incontro tra disabilità e territorio. •