Altopiano del Sole, turismo senza campanili

Il rifugio Monte Altissimo in versione estivaL’Altopiano del Sole in versione invernale
Il rifugio Monte Altissimo in versione estivaL’Altopiano del Sole in versione invernale
Claudia Venturelli 20.02.2019

È un progetto che vola alto, non perché è troppo ambizioso, ma perché punta a creare una rete vera e funzionante tra (possibilmente) tutti gli attori del turismo già ribattezzato «d’alta quota». È il primo atto concreto dell’Altopiano del Sole in versione 2.0: creare sinergie, sviluppare una promozione condivisa da spendere su un mercato il più ampio possibile. «Cosa abbiamo di meno dei vicini amici trentini?» si sono chiesti ancora una volta gli amministratori, che adesso stanno chiamando a raccolta i gestori di rifugi, malghe e malghe didattiche. In effetti nulla, se non forse la capacità di agire in gruppo, che è sempre mancata agli operatori della Valcamonica più propensi a mettersi in gioco in solitaria. «STIAMO cercando la sinergia tra i vari comuni per una promozione a 360° gradi del territorio - afferma il sindaco di Ossimo Cristian Farisè -, e lo stiamo facendo con spirito diverso, collaborativo e che porti buoni frutti. Vogliamo mettere in relazione le strutture ricettive, commerciali, turistiche, di allevamento e di agricoltura, senza più tenere conto dei confini che le attraversano». Borno e Ossimo sono i Comuni capofila: sul territorio contano malghe e rifugi su entrambe le sponde della vallata. Tra le idee sul tavolo lo sviluppo di una sentieristica dedicata, di materiale cartaceo e multimediale e soprattutto progetti che arricchiscano l’offerta di un territorio che coinvolge anche Piancogno, Darfo, Angolo Terme e presto anche Lozio. «Sicuramente l’idea è quella di sfruttare al meglio quello che abbiamo - aggiunge Betty Cominotti, vicesindaco di Borno - ovvero un territorio senza confini, condiviso. Perché non fare come fanno anche altrove, nelle Dolomiti per esempio, dove è il territorio a essere protagonista? In parole povere si tratta di condividere un progetto che parte da quello che si ha». Nulla da inventare insomma, solo una pianificazione strategica da portare avanti, in vista di un Altopiano del Sole che questa volta davvero spicchi il volo. Sarà già la prossima estate a dire se la missione è compiuta. •