Un piano contro
l’invasione delle
alghe aliene

L’acqua del lago di Iseo si trasforma spesso in un tappeto di alghe
L’acqua del lago di Iseo si trasforma spesso in un tappeto di alghe
Alessandro Romele15.07.2019

C’è un piano per fronteggiare l’offensiva delle alghe «aliene» che ogni estate sfregia l’immagine turistica del lago d’Iseo. Il proliferare delle macrofite acquatiche infestanti potrebbe, a breve, non rappresentare più un problema. Questo perché - come annunciato nei mesi scorsi da Bresciaoggi - la Regione Lombardia prendendo spunto da un provvedimento presentato dall’assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi, ha dato il via libera alle operazioni di eradicazione, finora bloccate dalla legge.

 

L’OBIETTIVO è quello appunto di eliminare la Vallisneria Spiralis che non è una specie autoctona e incentivare la proliferazione della Chara Fragilis, un’alga che rappresenta un habitat ideale per la riproduzione dei pesci. Superato lo scoglio normativo, l’Autorità di Bacino del Sebino ha quindi dato incarico alla Provincia di Bergamo di varare un bando per affidare l’incarico di azzerare le specie vegetali «aliene». Dopo una prima fase di monitoraggio, scatterà a breve la fase due. «A cavallo della fine di luglio e l’inizio di agosto – conferma Alessio Rinaldi, Presidente dell’autorità di Bacino – le infestanti verranno eradicate in quattro macroaree. Una seconda campionatura sarà effettuata a settembre. Se gli esiti saranno quelli sperati, grazie a queste due azioni andremo a stendere un progetto definitivo per intervenire a cadenza annuale nelle aree maggiormente problematiche, come quelle di Clusane d’Iseo e di Paratico». Per Rinaldi si tratta di un «traguardo importante sotto il profilo ambientale e turistico: vogliamo liberare il lago da queste macrofite che lo stanno soffocando». Una volta appurato attraverso la fase sperimentale che l’operazione di eradicazione è fattibile, l’Autorità di bacino acquisterà i mezzi necessari all’azione e incaricherà il suo braccio operativo Mpl, la società Manutenzione e promozione dei tre laghi, ad eseguirla. Il tutto, ovviamente, mantenendo il già precario equilibrio di flora e fauna lacustri.

 

«QUESTA È LA PRIORITÀ – sottolinea Alessio Rinaldi –: vogliamo capire se l’operazione possa nuocere o meno all’ambiente. L’azienda che sta svolgendo il lavoro ha adottato tutte le cautele del caso. Una volta che avremo in mano i dati, procederemo ad una attenta e scrupolosa analisi. Solo allora capiremo se potere proseguire o meno». I dati della prima campagna di eradicazione verranno comunicati entro la fine dell’anno.

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