Tragico volo nel
fiume Mella. Muoiono
due anziani coniugi

La terribile scenda dell’incidente stradale costato la vita ieri mattina a Gardone Valtrompia ad una coppia di anziani AGENZIA FOTOLIVEUn’immagine dall’alto del luogo in cui è avvenuta, ieri mattina, la tragedia costata la vita ai due coniugiVigili del fuoco al lavoro nelle fasi di recupero del veicolo
La terribile scenda dell’incidente stradale costato la vita ieri mattina a Gardone Valtrompia ad una coppia di anziani AGENZIA FOTOLIVEUn’immagine dall’alto del luogo in cui è avvenuta, ieri mattina, la tragedia costata la vita ai due coniugiVigili del fuoco al lavoro nelle fasi di recupero del veicolo
Mario Pari 04.09.2019

Nel Mella che scorreva calmo, quasi un torrente estivo, l’auto era a ruote all’insù in poche decine di centimetri d’acqua. I due corpi erano sull’argine coperti dai teli isolanti. Uno vicino all’altro, come sempre da decenni. Come quando l’auto è finita nel fiume senza lasciare loro scampo. L’INCIDENTE è avvenuto a Gardone Valtrompia pochi minuti prima delle dieci del mattino. Una questione di secondi che solo autopsie e perizie nei limiti del possibile potranno spiegare. Sono morti insieme, i due anziani, come insieme avevano vissuto. Ma quest’ultimo aspetto toglie poco all’immenso dolore di chi è rimasto senza un padre e una madre nel volgere di pochi istanti. Più che dal Mella, quasi in secca, i due anziani, 82 anni lui, 76 lei, sono stati inghiottiti dal destino. Un malore? Un guasto meccanico? La certezza è rappresentata da quell’auto a ruote all’insù, dalla discesina che ha tragicamente impresso velocità alla Peugeot, dalla ringhiera in ferro battuto che mai avrebbe potuto opporsi efficacemente all’auto diretta verso il fiume. Sull’utilitaria c’erano Pierangelo Meda, al volante, 82 anni, e seduta al suo fianco la moglie Vittorina Fabbrini, 76. L’auto ha affrontato la discesa di via Sartori lasciandosi alle spalle il complesso con il supermercato Family e il parco del Mella. Roba da poco, un percorso con ogni probabilità affrontato tante altre volte. L’auto si sarebbe dovuta fermare allo stop prima di immettersi in via Grazioli. Nelle ore successive la Stradale non rileverà alcun segno di frenata. Prima la strada attraversata senza che fortunatamente stesse arrivando qualcuno da ambo i lati. Sarebbe stato impossibile evitare l’investimento. Poi la pista ciclabile, anch’essa «bruciata». Quindi la ringhiera sfondata per un’ampiezza di circa due metri, abbondanti. E il volo. La Peugeot è passata sull’argine, sulla vegetazione fluviale che arriva fino all’acqua ed è finita nel fiume in uno dei tratti più larghi. Verosimile che il mezzo possa essere finito con la parte anteriore sul fondo del fiume per poi ribaltarsi. I due coniugi quindi, anche sulla base di come è apparso il parabrezza quando è stata recuperata la vettura, possono aver battuto la testa. Ma non è escluso che la morte possa essere sopraggiunta per annegamento, trovandosi le due vittime dell’incidente a testa in giù, nell’acqua. Questa è una delle ipotesi maggiormente accreditate. Così come un malore potrebbe essere la causa dell’incidente. E serviranno, per far luce sulle cause della tragedia, accertamenti di natura tecnica sull’auto. Le indagini sono affidate alla Stradale, intervenuta con Polizia Locale, Vigili del Fuoco e Carabinieri. In una mattinata di morte lungo il fiume. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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