«Spezzatino»
Arsenale?
Un’idea indigesta

Casa Panella va sul mercato Il futuro dell’Arsenale al centro del dibattito sociale e politico
Casa Panella va sul mercato Il futuro dell’Arsenale al centro del dibattito sociale e politico
Giuseppe Zani 28.10.2019

Smembrare l’Arsenale vuol dire condannarlo all’oblio. È il pensiero che ha accomunato molti cittadini di Iseo quando hanno appreso la decisione del sindaco Marco Ghitti di mettere in vendita casa Panella e di trasferire le associazioni in una parte dell’Arsenale, al castello Oldofredi, a casa Marianna e, se Ferrovie Nord acconsentirà, nell’ex Cral. Il palazzo dell’Arsenale, in vicolo Malinconia, è disposto su tre piani, non di rado usati tutti e tre per mostre di una certa importanza o per concorsi cui sono invitati a partecipare giovani artisti. Il consiglio di amministrazione dell’ente culturale che lo gestisce è scaduto lo scorso 10 settembre, ma si è impegnato a continuare, pur senza aver ricevuto una proroga formale, sino al 30 ottobre, quando terminerà l’esposizione «ContemporaneaMenti». «NESSUNA comunicazione ufficiale, per ora, circa la possibilità che una porzione dell’Arsenale sia destinata a ospitare delle associazioni- precisa la presidente dell’Arsenale, Attilia Consoli -. Ho più volte segnalato per iscritto all’Amministrazione comunale che i miei collaboratori e io siamo a scadenza, ma non ho avuto riscontri. Su questa circostanza e sul futuro dell’Arsenale ho chiesto al sindaco Ghitti di essere convocata». Attilia Consoli non lo dice, ma è facile immaginare che la coabitazione sotto lo stesso tetto di sodalizi con finalità diverse possa creare all’ente culturale l’Arsenale qualche problema sul versante, ad esempio, della sicurezza delle opere esposte o su quello della salvaguardia del materiale archiviato. Resta centrale, in ogni caso, la questione degli spazi che saranno assegnati. Mutilare l’Arsenale anche solo di un piano, significa tagliarlo fuori dalla possibilità di allestire, com’è avvenuto in passato, mostre di grande richiamo. Se in vicolo Malinconia c’è qualche preoccupazione, a casa Panella già si parla di lanciare una petizione per raccogliere firme di protesta. Lì hanno sede il Centro antiviolenza e Rete di Daphne, l’Api, Cittadine e cittadini del mondo, il Comitato San Vigilio, Iseo immagine, il sodalizio Di fiore in fioree l’Universitas Ysei. Utilizzano i locali interni e il giardino vista lago anche altre realtà, fra le quali le Acli, i laboratori di Arte Crea e le scuole. «IN QUESTI ANNI - scrive in un’interpellanza Progetto Iseo, il gruppo consiliare di minoranza - casa Panella è diventata un centro di aggregazione che ha permesso alle associazioni di “fare rete” e di interagire svolgendo una funzione indispensabile per garantire a Iseo quella vivacità culturale e di sostegno alla persone, di cui tutta la comunità ha estremo bisogno». Vero è che anche Progetto Iseo, nel 2012, mise all’asta casa Panella al prezzo di 3,29 milioni di euro, giardino incluso: ma lo fece per non sforare il Patto di stabilità. Ora la Giunta guidata dal sindaco Marco Ghitti ha incaricato un professionista di effettuare una perizia di stima su casa Panella: intende alienarla per riqualificare e magari allungare il lungolago. •