Willy Mulonia si arrende: dopo mille chilometri ferma la corsa in Alaska

Willy sull’aereo del ritorno a casaIl biker estremo Willy Mulonia, di Chiari, tra le nevi dell’Alaska
Willy sull’aereo del ritorno a casaIl biker estremo Willy Mulonia, di Chiari, tra le nevi dell’Alaska
M.MA.28.03.2020

Willy Mulonia, 52 anni, lascia l’Alaska e questa volta, dopo tante memorabili imprese, getta la spugna e rinuncia al sogno di raggiungere i 1.600 chilometri che dividono Anchorage da Nome. LO HA ANNUNCIATO pochi giorni fa dopo una galoppata che puntava dritto ai primi mille chilometri, per poi puntare alla terza fase verso Nome. Ha annunciato la resa il 21 marzo dopo circa venti giorni di sfide al gelo polare e alla solitudine. La fatica enorme e un «giallo» che racconterà nei prossimi giorni sono i motivi della sua amara, ma a quanto pare necessaria, rinuncia. «NON CE L’HO FATTA - dice Willy Mulonia - ma questa volta ero pronto e non è colpa mia se tutto non ha funzionato». Laconico, quasi disperato, il biker dei due mondi, che rincorre imprese ciclistiche ormai da 25 anni, ha lasciato un messaggio sul suo profilo Facebook, per ringraziare chi lo ha affiancato, ovvero l’altro biker bresciano Roberto Gazzoli, e la famiglia. «Da ventuno anni - scrive - ho cullato un sogno o un’ossessione: attraversare l’Alaska intera in bici in pieno inverno da Knick Lake, a nord di Anchorage, fino a Nome sul mare di Bering. Ho conosciuto questi posti nel 1999 grazie a Juan Carlos Najera che mi propose questa folle gara - ricorda ancora il biker estremo clarense -. Era la quinta volta che tornavo. Prima di partire ero certo di essere pronto e che comunque andava sarebbe stata l’ultima volta». La soddisfazione più grande? Resta senza dubbio quella di aver aiutato il fratello Tiziano a raggiungere il traguardo intermedio di McGrath. Ma poco dopo Willy annuncia dall’aereo verso la Spagna, dove vive da anni: «La partita non è chiusa. È solo rimandata». Insomma non è detta l’ultima parola.