Sebino ostaggio dei
rifiuti. Boom di discariche
abusive e le fototrappole sono ko

Negli ultimi giorni sono moltiplicati gli abbandoni di rifiuti
Negli ultimi giorni sono moltiplicati gli abbandoni di rifiuti
A.ROM.20.03.2020

Non è cambiato nulla, anzi, per quanto possibile, la situazione è peggiorata. E di molto. Non stiamo parlando del CoVid-19, ma di un altro «virus», quello delle discariche abusive, che sempre di più ha preso piede sul territorio. NELLA ZONA del Sebino, da anni, esistono aree - accessibili a tutti, e ben visibili - in cui viene smaltito di tutto: veri e propri luoghi dimenticati da Dio e dalle istituzioni, in cui ognuno si sente libero di gettare la propria spazzatura. Sul versante bresciano del Lago d’Iseo ce ne sono diverse: quella storica, per usare un eufemismo, è situata in località Vacarezzo a Marone, poco dopo la Galleria Trentapassi. Qui, alcuni mesi fa, la Protezione Civile aveva messo una pezza, intervenendo per ripulire la zona: un’azione che purtroppo è durata lo spazio di poche settimane. «La situazione è grave - spiega Giuseppe Nalli, coordinatore delle Guardie Ecologiche Volontarie del Sebino -. Dopo tutti gli appelli che abbiamo lanciato, di cui ne ha parlato chiunque, giornali e Tv locali, dobbiamo purtroppo far notare che nulla è cambiato. I luoghi preferiti dai pirati dell’immondizia sono quelli a bordo strada, i boschetti e le aree verdi: le Amministrazioni comunali hanno provato ad intervenire, ma in tanti casi hanno le mani legate, in quanto la strada è di proprietà della Provincia». A Vello di Marone, tra la vegetazione che guarda il lago, si può trovare di tutto: copertoni di camion, contenitori in plastica, latte abbandonate, sacchi dell’immondizia, sedie da ufficio, cuscini, bottiglie e lattine, batterie per auto. Così è, anche sulla strada che da Iseo sale verso Polaveno. «Alcuni mesi fa - continua Nalli - l’Amministrazione aveva fatto posizionare le fototrappole, che servivano per catturare i movimenti di chi depositava impunemente materiale. Passando per una pulizia delle ramaglie, il mezzo della Provincia ha tranciato anche queste fototrappole, distruggendole e rendendole, in pratica, inutili». IN QUESTO periodo poi, con il passaggo di stagione e le piante non ancora all’apice della fioritura, lo spettacolo è davvero indecente in alcuni punti. Sostanzialmente pulite invece, le aree di sosta sulla Provinciale che scorre a mezzacosta e bypassa i centri abitati sebini: la denuncia di Bresciaoggi dell’estate scorsa, aveva provocato l’immediato intervento di Palazzo Broletto e il mantenimento della pulizia nei mesi a venire. La nuova frontiera dei depositi abusivi, infine, è costituita dai vani che si aprono nelle gallerie sul tratti da Pisogne scendendo verso sud: qui, seppur delimitate da guard rail che ne limitano l’accesso, è stato gettato materiale di varia natura, compresi enormi lastroni di materiale ferroso e gomma. Un altro scempio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA