Medico in pensione,
odissea per
1.600 pazienti

I pazienti di Capriolo costretti a rivolgersi al medico di base di Adro
I pazienti di Capriolo costretti a rivolgersi al medico di base di Adro
Giancarlo Chiari14.08.2019

La strettoia era annunciata, ma non per questo è stata meno indolore per gli oltre 1.600 mutuati di Capriolo rimasti «orfani» dal primo agosto del medico di base Antonella Belotti andata in pensione. Da quel momento è iniziata l’«odissea». Prima l’esodo di massa all’Ats di Palazzolo per scegliere un nuovo medico di famiglia, poi la sgradita sorpresa di sapere che il professionista più vicino era ad Adro.


UN DISAGIO pesante per anziani e persone che non dispongono di mezzi di trasporto. Il caso - non certo il primo in provincia di Brescia - è frutto dell’organizzazione della rete di medici di base imposta dal Governo che non ragiona più in termini di singoli paesi, ma di ambiti. Se un professionista lascia il suo posto non viene più sostituito automaticamente, ma viene fatto il conto dei posti disponibili nell’ambito e Capriolo e Adro sono dello stesso distretto. Cristina Zani subentrata alla collega Antonella Belotti, esercita ad Adro e non ha voluto per una scelta legittima aprire un ambulatorio anche a Capriolo nonostante il sindaco Luigi Vezzoli avesse offerto uno spazio a locazione gratuita. «La procedura è inattaccabile dal punto di vista normativo - precisa il primo cittadino di Capriolo -, ma la situazione sta oggettivamente creando grandi problemi agli ultrasettantacinquenni e gli anziani in generale. Abbiamo insistito con l’Ats osservando che ad Adro con 7 mila abitanti ora ci sono 6 medici di base, a Capriolo con 9.500 residenti ne abbiamo 5, che hanno solo in piccola parte potuto assorbire i pazienti della dottoressa Antonella Belotti. Nella platea di utenti che ha dovuto cambiare medico 200 hanno più di 75 anni e a questi se ne si aggiungono 50 con disabilità di vario genere». Adro e Capriolo sono separati da pochi chilometri, «ma il Comune non può sobbarcarsi l’onere di un servizio di trasporto per i pazienti. Mi sembra che la norma vìoli il diritto alla salute che dovrebbe essere garantito soprattutto alle fasce più deboli come anziani e disabili». Vezzoli non si arrende: «Dopo le ferie convocheremo un incontro con i medici di base di Capriolo per valutare se esiste una via d’uscita».


I RESPONSABILI degli uffici dell’Ats di Palazzolo si sono prodigati per mitigare i disagi dei pazienti, «ma non sempre è possibile accontentare le richieste: per ogni medico c’è un limite al numero di mutuati».


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