L’allevamento diventa un forno e soffoca oltre diecimila galline

I carabinieri forestali davanti all’allevamento dell’orrore
I carabinieri forestali davanti all’allevamento dell’orrore
Paolo Baldi 25.08.2019

Chi conosce minimamente la biologia degli uccelli sa che la loro temperatura corporea è superiore a quella dei mammiferi, e che concentrarne anche un piccolo numero in uno spazio ridotto, senza possibilità di movimento, può avere effetti letali per il surriscaldamento. In un allevamento in «batteria» di galline ovaiole, ovvero in una struttura in cui gli animali vivono la loro breve esistenza (mediamente un paio d’anni) stabulando sempre in gabbia, le condizioni sono proprio queste, e se in più ci mettiamo il caldo torrido di questa estate e il guasto del sistema di aerazione di un capannone otteniamo l’orrore scoperto recentemente dai carabinieri forestale. Un orrore che si è manifestato sul territorio di Cologne, in un allevamento di ovaiole in cui, appunto, l’interruzione del sistema di raffrescamento ha causato la morte di oltre diecimila animali, letteralmente lessati vivi dal caldo insopportabile e dall’aria non di certo «alpina» di un gigantesco sistema di gabbie più che affollate. IL CASO di cui parliamo è avvenuto in realtà qualche settimana fa, e solo dopo aver concluso gli accertamenti e consegnato il fascicolo all’autorità giudiziaria i carabinieri forestali hanno comunicato la notizia. L’operazione è stata condotta dai militari della stazione di Iseo, i quali quando sono entrati nella «fabbrica di uova» si sono trovati davanti a una scena terribile, riempita da migliaia e migliaia di animali uccisi dal soffocamento. Il disastro, si è verificato poi, è stato causato come accennato in apertura da uno stop del sistema di aerazione forzata: niente di «sfortunato» e neppure di casuale, perché come previsto dalla normativa di settore, quella sul benessere degli animali da allevamento definito dal decreto legislativo 146 del 2001, le strutture di questo genere devono obbligatoriamente essere dotate di un sistema d’allarme che segnali tempestivamente interruzioni o malfunzionamenti proprio dei meccanismi di ventilazione dei capannoni. Peccato che il titolare non lo avesse mai installato, nonostante circa un anno fa, come accertato dall’indagine dei carabinieri forestali iseani, un incidente identico avesse già causato la morte di centinaia di volatili. Tristezza nella tristezza, per il produttore di uova il danno non è neppure stato clamoroso: le galline straziate dal caldo erano ormai, come si dice con un agghiacciante termine commerciale, quasi a «fine carriera». Avevano circa 14 mesi, e avrebbero continuato ancora per poco a produrre uova come macchine prima di finire al macello. Il vero danno lo subirà probabilmente per effetto della doppia denuncia che ha ricevuto dopo il controllo dei carabinieri forestali: è stato accusato di violazione dell’artico 544 bis del Codice penale, quello che punisce l’uccisione (crudele e senza motivo) di animali e che prevede la reclusione fino a due anni, e come detto anche della violazione del decreto sul benessere animale (per l’assenza di un sistema d’allarme) che prevede una sanzione amministrativa di oltre tremila euro. •

1 2 3 4 5 6 >