Il Sebino dice
addio alla
Guardia costiera

La Guardia costiera ausiliaria: non avrà il supporto dei militari
La Guardia costiera ausiliaria: non avrà il supporto dei militari
Alessandro Romele09.10.2019

Si è arenato il progetto di portare sul Sebino la Guardia costiera, quella militare ed effettiva, per la maggior sicurezza di un lago dove ad oggi è presente un nucleo di volontari della Guardia ausiliaria. La proposta, che sembrava aver messo tutti d’accordo, era di portare sul lago d’Iseo un presidio militare fisso, 12 mesi all’anno, come già da anni sul Garda. Se n’era parlato poche settimane fa in Prefettura a Brescia con i sindaci dei Comuni rivieraschi, l’Autorità di Bacino, la Comunità Montana, la Regione e il comandante della Direzione marittima di Venezia, che aveva effettuato un sopralluogo a Iseo, al vecchio casello idraulico, destinato a eventuale sede della Guardia.


QUALCOSA non è andato bene: «Per prima cosa - ha spiegato Alessio Rinaldi, presidente di Autorità di bacino – lo stabile da noi messo a disposizione gratuitamente sarebbe adatto solamente agli uffici della Guardia. Servirebbe un’altra sede per accogliere i militari che dovrebbero coprire i tre turni di lavoro, per garantire interventi tutto l’anno, ammesso che ci sia uno stabile adatto». Se da un lato si conferma l’interesse del Ministero a mettere a disposizione la Guardia Costiera, dunque, dall’altro ci sono problemi logistici al momento insormontabili: «Servono fondi per ristrutturare la sede – continua Rinaldi - oltre a un nuovo stabile adatto alle esigenze dei militari. Inoltre serve un milione e mezzo di euro al ministero della Difesa per costituire il distaccamento: i tempi quindi si allungano». Fumata grigia, dunque, quasi nera: probabile che la pista venga abbandonata.


IN COMPENSO da incontri alla prefettura di Bergamo è emersa la disponibilità, da parte della Guardia di Finanza, ad aumentare la presenza sul lago. «Nello specifico - rivela il presidente dell’Autorità di bacino - una disponibilità delle Fiamme gialle, che sul Sebino operano già nel periodo estivo da un paio di anni, a divenire presidio fisso, già dal prossimo anno».


CHIUSA UNA PORTA si apre quindi il classico portone:la condizione posta dalla Finanza è di avere in dotazione una nuova imbarcazione, che vada a sostituire il gommone in ormeggiato nel basso Sebino. Richiesta non impossibile». E la Guardia costiera? C’è un po’ di delusione, inutile nasconderlo. La rivela anche Diego Nolli, capo del centro operativo della Guardia costiera ausiliaria, di stanza a Sarnico: «Credo che si debba perseverare nel progetto - ha spiegato - magari ridimensionando il numero dei militari e dei mesi di impiego. Da ottobre a marzo sul Sebino non c’è traffico nautico significativo: forse 28 militari per 12 mesi all’anno qui sarebbero, per così dire, sprecati». Sull’impegno invece di Finanza e carabinieri, Nolli auspica la presenza di un equipaggio Sar (ricerca e soccorso) come quelli della Guardia Costiera: «Ma si dovrà affidare a loro - avverte - il coordinamento delle forze».

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