Allarme febbre emorragica La ragazzina è fuori pericolo

La zanzara Aedes albopictus responsabile della Dengue
La zanzara Aedes albopictus responsabile della Dengue
Massimiliano Magli 17.08.2019

Alla vigilia di Ferragosto a Chiari è scattato il protocollo di profilassi sanitaria e veterinaria dopo il caso di Dengue, la febbre emorragica provocata dalla puntura di zanzare infette. Il virus ha colpito una minorenne orientale reduce da viaggio nella sua terra d’origine. Le conduzioni della ragazzina stanno migliorando, ma Comune e Ats hanno dovuto mettere in atto tutte le procedure standard previste in questi casi. In tarda serata le autorità sanitarie hanno comunicato che la paziente ricoverata all’ospedale di Chiari è fuori pericolo. Potrebbe essere dimessa già lunedì. Non è la prima volta che Chiari e l’Ovest bresciano si trovano a dover fronteggiare il virus trasmesso dalla zanzara. L’estate scorsa a Paratico si era ammalato un tecnico che aveva contratto la patologia durante una trasferta lavorativa in Nord Africa. In queste ore l’Amministrazione comunale ha ultimato le operazione di disinfestazione ordinate dall’Ats nella zona di via Gian Battista Rota, zona dove abita la giovane paziente. L’obiettivo è azzerare la potenziale presenza del vettore della malattia, ovvero l’Aedes albopictus, la zanzara tigre. «ABBIAMO prontamente adottato i trattamenti indicati dall’Ats, necessari per evitare che il virus si diffonda nel territorio tramite punture di zanzara - spiega il sindaco Massimo Vizzardi -: abbiamo anche invitato la cittadinanza ad osservare le disposizioni varate per scongiurare la proliferazione di zanzare in generale e per prevenire la trasmissione del virus in questione, qualora fosse disgraziatamente ancora in circolazione. Per questo è fondamentale evitare acqua stagnante in cortili e giardini e trattare eventuali caditoie con prodotti larvicidi». Chi è stato punto dalla zanzara all’estero non è più contagioso, ma la campagna di controlli continuerà per appurare con certezza scientifica, che la ragazzina sia effettivamente stata infettata in oriente e che a Chiari non ci siano insetti portatori di uno dei quattro virus Dengue molto simili tra loro. L’Aedes albopictus è presente anche in Italia, soprattutto in aree urbane, può trasmettere il Dengue, anche se con minore virulenza della specie tropicale. Tuttavia, perché esista il rischio di essere infettati attraverso la puntura di una zanzara nata e cresciuta in Italia, è necessario che l’insetto abbia precedentemente punto una persona che sia a sua volta infettata in una regione tropicale e che sia arrivata in Italia con il virus ancora nel sangue. LA PROBABILITÀ che la circostanza si sia verificata a Chiari è vicina allo zero. Ma le direttive sulla malattie tropicali impongono una campagna di controlli e misure. La malattia, detta anche febbre «spaccaossa» dopo 5 o 6 giorni dalla puntura, provoca febbre anche molto alta con mal di testa acuti, dolori attorno e dietro le orbite degli occhi, forti dolori ai muscoli e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle. La diagnosi, più difficile sui bambini, parte dai sintomi, ma diventa discriminante la ricerca del virus o di anticorpi specifici nel sangue. Non esiste un trattamento specifico, nella maggior parte dei casi si guarisce in due settimane: le cure di supporto sono riposo assoluto, farmaci per abbassare la febbre e liquidi per combattere la disidratazione. Chi ne è colpito è immune solo al virus che lo ha infettato, non agli altri tre. •

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