Raccolta firme
contro la discarica
extra large

L’ampliamento della discarica Bettoni continua a far discutere
L’ampliamento della discarica Bettoni continua a far discutere
Cinzia Reboni 30.08.2019

Una raccolta di firme promossa da Legambiente per tentare di stoppare l’iter di ampliamento della discarica Bettoni di Travagliato. La petizione è già stata sottoscritta da residenti, lavoratori e imprenditori che gravitano attorno al sito di smaltimento di scorie inerti che, se il progetto dovesse essere autorizzato, si troverebbero i rifiuti praticamente sotto le finestre. In attesa della convocazione della prossima Conferenza dei servizi, il Circolo Legambiente Franciacorta ha depositato le sue osservazioni, facendo leva su un pacchetto di presunte anomalie presenti nel progetto, riservandosi di ricorrere al Consiglio di Stato in caso di via libera. «Contrariamente a quanto descritto dalla società Bettoni - si legge nel documento di Legambiente -, entro i 100 metri dalla richiesta di ampliamento sono presenti case e il Vomere, una struttura che si occupa di disabili. Una circostanza che contrasta con le linee guida a tutela della popolazione. L’ampliamento è dunque incompatibile». Secondo Legambiente, poi, «l’ampliamento provocherebbe un consumo di suolo classificato di “sensibilità paesistica elevata“, e sarebbe cancellato il cuscinetto di 100 metri che oggi protegge le case e Il Vomere. Si andrebbe a creare una collinetta di rifiuti alta 11 metri, praticamente come quattro piani». A PARERE di Legambiente è errata anche la misurazione del fattore di pressione, la norma che impedisce di aprire o ampliare le discariche in territori già ambientalmente stressati. Nel calcolo areale, vale a dire la superficie compresa nel raggio di 5 chilometri intorno al bacino di smaltimento rifiuti, «la Bettoni non spiega i suoi conteggi, e comunque, con l’ampliamento richiesto di 685 mila metri cubi di rifiuti inerti, si arriverebbe ad un totale di 83.159 metri cubi per chilometro quadrato, contro i 64 mila fissati dalla Regione». Ma non si tratta solo di algebra. Il presidente di Legambiente Franciacorta Silvio Parzanini sottolinea che bisogna tener conto anche di tutti i siti e le discariche, autorizzate e abusive, presenti sul territorio entro 5 chilometri quadrati: Pianera e Pianerino a Castegnato, Vallosa a Passirano, Bregoli e Fonderia a Travagliato, Sarcofago Piombifera di Maclodio, Macogna, Asm a Castegnato, Paderno, Roncadelle e Ospitaletto, dove è in corso anche il recupero della ex acciaieria Stefana, e infine la discarica Zendra a Cazzago. «Chiediamo un’analisi di rischio che comprenda anche le emissioni in atmosfera, una nuova zonizzazione acustica e indagini di impatto acustico, vibrazioni e polveri - sottolinea Parzanini -. La discarica Bettoni tumula circa l’80% di scorie di fonderia, e già adesso, con l’attività ad almeno 200 metri dal confine, i residenti lamentano continue polveri diffuse, con pesante inquinamento ambientale». Nei giorni scorsi Legambiente ha monitorato la qualità dell’aria lungo la strada di accesso alla discarica, riscontrando la presenza oltre i limiti per le Pm 10 e 2,5 e per gli No2. «É necessaria - afferma Parzanini - una preventiva misurazione, anche alla luce della relazione dell’Ats, che assegna al territorio di Ospitaletto confinante con la discarica il non invidiabile primato di Comune più inquinato della provincia, con un valore di emissioni di Pm 10 da 5 a 16 tonnellate l’anno per chilometro quadrato». L’obiettivo, conclude Parzanini, «è di evitare, prevenire e ridurre gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente. È impensabile e deleterio anche pensare che, dopo quasi undici anni di tensioni e disagi, ai residenti vengano prospettati altri 10-12 anni di inquinamento acustico e ambientale». •

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