Nessuna
speranza
per il velista

L’istruttore di vela Claudio Valle
L’istruttore di vela Claudio Valle
A.GAT. 23.07.2019

L’elicottero dei Vigili del Fuoco di Malpensa ha cominciato a sorvolare il perimetro del presunto annegamento già da metà mattina: un paio d’ore in quota prima di rientrare, e poi riprendere nel pomeriggio. Già dall’alba invece erano a largo le motovedette della Guardia Costiera, e alcune barche della Fraglia Vela di Desenzano: per tutta la giornata sono proseguite le ricerche dei Vigili del fuoco, con il gommone di Salò attrezzato con il sonar a strascico e la barca dei pompieri di Trento attrezzata con il Rov, per le ricerche subacquee, e il supporto dei Volontari del Garda. Ancora nessuna traccia, purtroppo, di Claudio Valle, l’istruttore federale di 65 anni della Fraglia disperso dalle 16,30 di domenica. Era il timoniere di una barca a vela di circa 7 metri, con lui una coppia di ipovedenti di Verona quando improvvisamente è caduto in acqua, a due chilometri a largo della costa di Moniga, a metà strada tra il porto e i campeggi affacciati sulla spiaggia. Non è chiaro il motivo della sua caduta. L’IPOTESI È quella di un malore, che l’avrebbe fatto cadere all’indietro appoggiandosi sulla draglia, un cavo di sicurezza (non obbligatorio) posizionato sul ciglio della barca, che si sarebbe spezzato facendolo precipitare in acqua. I due ipovedenti che erano con lui hanno gettato un salvagente prima di portare a termine un doppio giro a 360 gradi, per cercare di recuperarlo. Ma è stato tutto inutile. Le ricerche di soccorso proseguiranno fino a domani, quando si esauriranno le 72 ore di prassi. Sul posto sono presenti anche le squadre dei sommozzatori, di Milano e Trento, pronti a intervenire nel caso gli strumenti dovessero rilevare qualcosa. Non si immergono per motivi tecnici: là dove Claudio Valle è caduto in acqua il lago è profondo fino a 98 metri. Un nuovo testimone ieri mattina si è aggiunto a quanti avrebbero assistito alla scena: stava scendendo da via Scaletta quando si è accorto della barca in difficoltà. Da lontano ha visto la discesa della randa, una manovra di sicurezza per ammainare le vele: significa che in quel momento erano già arrivati i soccorsi, oltre alla Guardia costiera anche l’idroambulanza della Croce Rossa. «Claudio era una roccia, una delle colonne portanti della Fraglia: siamo addolorati, colpiti e vicini alla famiglia». A parlare è Romana Fosson, la presidente della Fraglia Vela di Desenzano. Valle era socio da una vita e responsabile del progetto «VelAbile» dedicato alle persone disabili. In attesa di ritrovare almeno il suo corpo nel lago, la tragedia sembra inspiegabile: «Forse era la persona più affidabile e seria tra tutti i nostri associati – continua Romana Fosson parlando di Valle –: quasi maniacale quando si parlava di sicurezza. Non riusciamo a capire come mai si fosse tolto il giubbotto salvagente». Forse un colpo di caldo: anche in Fraglia si discute dell’ipotesi di un malore e della successiva caduta. La barca è già stata riportata a Desenzano, non è stata sequestrata ma è a disposizione della magistratura. «Devo ringraziare le due persone che erano a bordo con lui – riprende Fosson -: sono stati encomiabili, hanno avuto il sangue freddo di provare a recuperarlo e chiamato i soccorsi». VOLENTEROSO ed esperto, Valle ha sempre navigato in sicurezza. Abitava a Rezzato con la moglie, ex militare e friulano di origini ma gardesano d’adozione. È stato tra i fondatori di Homerus, più di 20 anni fa, il progetto sociale per la vela per ciechi e ipovedenti: «Ho veleggiato con lui tantissime volte - spiega Marco Mastro Bottardi, velista disabile già campione italiano – ed è stato con lui che ho inaugurato il progetto D284 per i disabili in barca a vela. Era lui il nostro referente, per ogni cosa. Era un uomo vero, preferiva agire che parlare. Era il numero uno, di tutto il lago di Garda». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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