Il caseificio va
in fiamme tra
paura e devastazione

I tecnici dell’Arpa stanno verificando eventuali contaminazioni di diossine  e idrocarburi nella BassaLa densa nube di fumo nerastro che ha invaso la strada provinciale L’incendio è divampato durante l’allestimento di una salina In una delle esplosioni è rimasto leggermente ustionato un addettoI mezzi di soccorso: nel rogo sono rimasti intossicate cinque persone
I tecnici dell’Arpa stanno verificando eventuali contaminazioni di diossine e idrocarburi nella BassaLa densa nube di fumo nerastro che ha invaso la strada provinciale L’incendio è divampato durante l’allestimento di una salina In una delle esplosioni è rimasto leggermente ustionato un addettoI mezzi di soccorso: nel rogo sono rimasti intossicate cinque persone
Gloria Baronchelli 25.10.2019

Prima una fiammata, poi una serie di esplosioni infine il fuoco che in pochi istanti trasforma un padiglione della cooperativa in un «inferno» che sprigiona un fumo denso e nero visibile a chilometri di distanza. In una manciata di secondi il territorio della Bassa si è trovato proiettato ieri pomeriggio un incubo che durerà almeno fino a quando le analisi Arpa escluderanno che aria e acqua siano state contaminate da diossine e idrocarburi. L’imponente e devastante incendio divampato nel caseificio Solat di Castelletto di Leno non solo ha provocato danni ingenti e sei intossicati lievi e un ferito, ma rischia di causare un disastro ambientale a causa della nube di sostanze combuste che si è sprigionata in atmosfera. Le operazioni si spegnimento del rogo sono andate avanti fino a notte fonda. ERANO LE 15 di ieri quando l’azienda che da oltre sessant’anni trasforma il latte dei soci produttori di latte in Grana Padano dop. Stando ai primi accertamenti eseguiti dai tecnici dei Vigili del fuoco e dai carabinieri della stazione di Leno guidati dal maresciallo maggiore Francesco Laurino l’incendio è stato innescato dalla scintilla partita da una fiamma ossidrica nel corso dei lavori per l’allestimento di una nuova salina, la vasca di affinamento del formaggio. Il fuoco si è propagato rapidamente scandito da almeno quattro microesplosioni. Nello spostamento d’aria provocato da uno di questi scoppi è rimasto leggermente ferito alla testa e rimediato una leggera ustione al viso un addetto che è stato trasferito al Civile per accertamenti. Le sue condizioni non sono gravi e sarà dimesso nelle prossime ore. Altri cinque lavoratori di età compresa tra i 19 e i 57 anni - sono rimasti lievemente intossicati dal fumo. Sono stati curati dal personale delle tre ambulanze e due automediche inviate sul posto dal 112 insieme alla Polizia locale guidata dal comandante Nicola Caraffini. Dopo una breve visita al pronto soccorso di Manerbio tutti i dipendenti intossicati stati dimessi. Gli altri addetti sono stati evacuati rapidamente. Le sei squadre dei Vigili del fuoco sono state impegnate per oltre 12 ore per domare l’incendio che ha distrutto il padiglione delle saline e il magazzino dove stavano stagionando oltre 30 mila forme di Grana Padano. Per la sola merce stoccata - pari alla metà della produzione annuale del caseificio - il danno si aggira sui nove milioni di euro. A cui vanno aggiunti i costi di ripristino delle strutture divorate dalle fiamme che potrebbero superare i 20 milioni di euro. Il fumo, il fuoco e il calore hanno risparmiato pochi dei 6 mila metri quadri di superficie, suddivisi tra impianto produttivo e due magazzini di stoccaggio e stagionatura. Arpa Lombardia ha attivato il Gruppo specialistico di contaminazione atmosferica che installerà un campionatore ad alto volume per la rilevazione delle diossine e Idrocarburi policiclici aromatici. Al momento, i primi rilevi speditivi effettuati dai tecnici del dipartimento di Bresci non hanno mostrato inquinamento anomalo. «Sentirò personalmente i vertici della Sola e li incontrerò per capire se e come la Regione potrà intervenire per aiutare imprenditori e lavoratori a ripartire velocemente e garantire la continuita' produttiva agli allevatori conferenti», ha annunciato l’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi. •

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