Ventura prende tempo Capra: «Non ci arrendiamo» Venturini: «Siamo delusi»

Il sindaco Giovanni Ventura
Il sindaco Giovanni Ventura
C.REB. 14.06.2019

Una verdetto per certi versi annunciato, ma che sta facendo discutere. Il Tar di Brescia ha ignorato il principio di precauzione e tutela della salute pubblica adottato in altri casi «certificando» la regolarità della discarica Castella 2. «ERAVAMO CONSAPEVOLI che il progetto presentato da Garda Uno era tecnicamente ineccepibile o quasi, ma speravamo che i giudici amministrativi tenessero conto della situazione di grave criticità dell’area dove sorgerà la nuova discarica - ammette Francesco Venturini, portavoce del comitato Codisa di Buffalora -. È una sentenza “tecnica”, che ignora la situazione ambientale reale». Secondo Venturini, il Tar «non ha nemmeno preso in considerazione il principio di precauzione, come invece era stato fatto in occasione della richiesta di apertura dell’altra discarica, la Castella, a pochi metri di distanza». Ma, secondo il Tar, «se l’aumento del rischio è trascurabile per la situazione dei luoghi o per l’effetto delle prescrizioni imposte alla gestione operativa della discarica, il principio di precauzione si può considerare rispettato». Una spiegazione che di certo non accontenta i cittadini di Buffalora e Rezzato. «ORA NON CI RESTA che attendere la decisione del Comune di Rezzato che, in quanto capofila del ricorso, dovrà stabilire il da farsi. Noi auspichiamo che vada avanti e faccia davvero di tutto per mantenere la parola data». Dal canto suo, il neoeletto sindaco di Rezzato Giovanni Ventura ammette di «aver preso atto con rammarico della sentenza del Tar», e si riserva di «valutare la motivazione del provvedimento e di confrontarsi con i propri legali». Solo dopo questo passaggio «decideremo se appellarci al Consiglio di Stato«. «SIAMO DETERMINATI ad andare avanti e a non arrenderci, sia a livello amministrativo che politico, ma il vero snodo resta l’atteggiamento di Rezzato - sottolinea l’assessore della Loggia Fabio Capra -. Di alibi non ce ne sono più: bisogna giocare a carte scoperte. Da parte nostra, rinnoveremo alla Provincia la richiesta di tavolo tecnico con i Comuni di Garda Uno per cercare una possibile soluzione». Quanto alla sentenza del Tar, «i giudici non hanno sottovalutato le criticità del territorio - ammette Fabio Capra -, ma questo per noi non è sufficiente, Non può essere che in un contesto ambientale così compromesso vengano consentite opere remunerative per molti Comuni che lucrano lontano da casa loro. Abbiamo perso una battaglia, ma la guerra non è ancora finita». Anche sul diniego della Regione in merito alla precedente richiesta di discarica, il Tribunale amministrativo puntualizza che «riguardava la proposta di occupare un’area, diversa anche se confinante per smaltire quantitativi maggiori. L’attuale progetto - si legge nella sentenza - prevede una volumetria di rifiuti di 905 mila metri cubi, a fronte dei 1.890.000 del precedente, non prevede più l’impianto di trattamento rifiuti e occuperà una superficie di 120 mila metri quadrati, dimezzata rispetto ai precedenti 245 mila». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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