Tutti in piscina? Ancora no L’altalena di Rezzato continua

Un’estate per ora deserta nella piscina comunale di Rezzato: l’attesa deve proseguire
Un’estate per ora deserta nella piscina comunale di Rezzato: l’attesa deve proseguire
Paolo Cittadini29.06.2020

Non è l’unico caso problematico in una provincia in cui, per esempio, spicca anche la vicenda di Manerbio; ma di certo sembra che sulla piscina comunale di Rezzato pesi qualcosa di simile a una maledizione. Aperto nel 2010, l’impianto ha vissuto questi dieci anni sulle montagne russe: all’entusiasmo per l’inaugurazione hanno fatto seguito le frustrazioni per la prima chiusura (datata 2013 e provocata dai lavori di manutenzione mai attuati che il gestore di allora avrebbe dovuto realizzare), e la rinnovata speranza per la riapertura del 2014, naufragata però un anno dopo con una seconda chiusura dovuta alle difficoltà di pagamento delle bollette dell’acqua da parte del gestore. Poi è arrivata la soddisfazione (nel 2017) per l’arrivo del nuovo gestore, la Sport management, una società veronese che nel Bresciano gestisce molti impianti. Sembrava che finalmente per la gente di Rezzato e dei paesi vicini fosse finalmente finito il tempo delle «migrazioni» verso vasche private o pubbliche ma di altri territori. E adesso? Il nuovo stop imposto all’impianto di via Milano dalla pandemia ha ancora una volta rimescolato le carte, e la struttura resta ancora chiusa nonostante il via libera sanitario. «Il gestore l’ha avuta in affidamento a fronte di un contributo di circa 200mila euro all’anno da versare al Comune - ricorda l’assessore ai Lavori pubblici Matteo Capra -. Il coronavirus ha però mandato tutto all'aria, e ora Sport management ha chiesto di potere ottenere un contributo pubblico per compensare le perdite e riaprire». SE NE PARLERÀ oggi in un faccia a faccia tra i soggetti interessati: forse il giorno buono per sbloccare una situazione che rischia di tenere ancora chiusi i cancelli di una realtà che in condizioni normali conta nelle corsie un centinaio di nuotatori al giorno; senza dimenticare i circa 1.300 utenti iscritti ai corsi (di nuoto, ma non solo). «In questo incontro proveremo a trovare una soluzione che possa accontentare tutti - si augura Capra -. Vogliamo che le persone possano tornare al più presto a frequentare gli spazi di via Milano». Al centro del confronto proprio la richiesta di contributo pubblico avanzata dalla Sport management. «Hanno già avanzato la proposta anche ad altri Comuni di cui gestiscono le strutture natatorie - ricorda l’assessore Capra -. Qualcuno ha accettato, altri no. Da parte nostre non c’è nessuna preclusione. Ci sarà un confronto da cui speriamo di uscire con una soluzione». Se l’impasse si risolvesse l’impianto, già adattato alle nuove regole sanitarie, potrebbe riaprire a breve. «È quello che tutti si augurano», taglia corto Capra. Una volta riprese le attività si potrebbe poi pensare di mettere in cantiere le nuove opere previste dalla convenzione. «Con l’ultimo bando - ricorda l’assessore - il gestore si impegna a realizzare anche un campo da calcetto e altre strutture per ampliare l’offerta sportiva. Con Sport management è andato tutto sempre bene. Poi è arrivata la pandemia. I pagamenti sono sempre stati regolari e l’impianto, dopo anni a singhiozzo, funzionava: se c’era un intervento di manutenzione da fare, ordinaria o straordinaria, non c’è mai stato alcun problema. Poi il coronavirus...». •