Schiacciato da 13 tonnellate di acciaio: sul decesso la procura apre un fascicolo

L’esterno del Centro Siderurgico Bresciano di via Industriale, in città, teatro dell’infortunio mortaleBobine simili a quella che ha schiacciato il 51enne di MazzanoMassimiliano Faro
L’esterno del Centro Siderurgico Bresciano di via Industriale, in città, teatro dell’infortunio mortaleBobine simili a quella che ha schiacciato il 51enne di MazzanoMassimiliano Faro
PA.CI. 17.07.2019

Per la morte di Massimiliano Faro, l’operaio di 51 anni residente a Mazzano deceduto lunedì all’interno del Centro Siderurgico Bresciano (in via Industriale in città) dopo essere stato schiacciato da una bobina di acciaio da 13 tonnellate, la procura di Brescia ha aperto un fascicolo. Omicidio colposo il reato contestato: un atto dovuto in vicende tragiche come gli infortuni mortali sul lavoro. Un atto dovuto è anche l’esame autoptico che il pm Lorena Ghibaudo ha disposto sui resti del 51enne rimasto vittima dell’ennesimo gravissimo incidente in una azienda bresciana. GLI ACCERTAMENTI degli investigatori, e dei tecnici dell’Ats di Brescia che sono intervenuti nell’azienda teatro dell’infortunio per i rilievi, interesseranno anche il carroponte che Faro stava utilizzando. Gli accertamenti serviranno per ricostruire la «storia» del macchinario con cui stava lavorando l’operaio e per capire se nel tempo sia stata fatta la corretta manutenzione. Servirà quindi attendere per avere un quadro più chiaro dell’incidente. Di certo c’è che al momento dell’incidente Faro stava utilizzando da solo il carroponte. Vicino a lui un collega che ha però solo assistito impotente alla tragedia che ha strappato Massimiliano Faro alla moglie e ai due figli, un ragazzo e una ragazza. Tutto è successo in una frazione di secondo. Faro stava movimentando con il carroponte una pesantissima bobina di acciaio, circa 13 tonnellate di peso, che all’improvviso gli è finita addosso schiacciandolo. Per l’operaio, dipendente del Centro Siderurgico Bresciano da qualche anno e quindi che ben conosceva il lavoro da svolgere, non c’è stato nulla da fare. Troppo gravi le lesioni riportate nello schiacciamento. L’intervento dei sanitari, seppur tempestivo, non è bastato per salvare la vita all’operaio. Nel frattempo in molti si sono stretti attorno ai familiari del 51enne. «Un vero dramma, non ci sono altre parole», osserva don Angelo Corti il parroco di Molinetto di Mezzano che nelle scorse ore ha incontrato la moglie e i figli della vittima. I funerali saranno celebrati nei prossimi giorni quando il corpo sarà restituito alla famiglia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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