Ponti in apnea e strade sfregiate Un restyling da quindici milioni

L’attenzione del Broletto sarà rivolta soprattutto a ponti e viadotti
L’attenzione del Broletto sarà rivolta soprattutto a ponti e viadotti
Cinzia Reboni 01.03.2020

Oltre 15 milioni di euro erogati in cinque anni. Una vera e propria boccata di ossigeno per il monte di risorse del Broletto, destinata a ripianare asfalti sgretolati, consolidare ponti ansimanti e sigillare gallerie che fanno acqua. Lo stanziamento del Governo per la Provincia di Brescia è stato ratificato dall’approvazione della legge di bilancio e la verifica di congruità finanziaria dei fondi messi a disposizione per la manutenzione delle strade. L’iniezione di risorse «consentirà di investire sui progetti prioritari della nostra provincia, che gestisce duemila chilometri di strade e 450 tra ponti e viadotti», osserva il presidente del Broletto Samuele Alghisi. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stanziato complessivamente 995 milioni di euro, 114.245.457 dei quali destinati alla Regione Lombardia. Brescia è seconda soltanto a Milano, che incasserà 20,9 milioni in cinque anni; al terzo posto Bergamo con 12,447 milioni. PER L’ANNO in corso il Broletto potrà usufruire di 916.319,75 euro, mentre nel 2021 lo stanziamento ammonta a 1.679.919,54 euro. Infine, dal 2022 al 2024 tre tranche di 4.199.798,86 euro ciascuna. «Questo finanziamento cruciale ci mette nella condizione di varare investimenti per la manutenzione della rete viaria e dei ponti fino al 2024 - rimarca con legittima soddisfazione Antonio Bazzani, consigliere provinciale con delega alle strade -. Grazie all’accordo quadro possiamo disporre subito di queste risorse, senza necessità di fare ulteriori gare. Questo ci rende subito operativi con la massima agilità e flessibilità». Il risultato «è frutto di un lavoro serio, portato a termine con determinazione - aggiunge Bazzani -: già lo scorso anno siamo riusciti ad assicurarci 21 milioni di euro destinati ai viadotti e allo screening sui ponti perché siamo stati pronti a chiedere le risorse con il sostegno di una valida documentazione. Questo è un altro risultato di una programmazione seria». Le priorità? «Continueremo con gli interventi già programmati - rimarca Bazzani -, completando prima di tutto le manutenzioni non ultimate lo scorso anno per mancanza di fondi. Manutenzioni che non riguardano soltanto la bitumazione, ma anche la sostituzione di barriere e giunti». «Grazie a questi fondi potremo far ripartire le attività e dare il via ai lavori di messa in sicurezza delle strade provinciali - conclude Alghisi -. Siamo soddisfatti che le nostre istanze avanzate attraverso il presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Michele de Pascale, siano state recepite dal ministro Paola De Micheli. Il nostro territorio comprende pianura e montagna, e questo finanziamento ci permetterà di rispondere in modo concreto alle esigenze di 205 Comuni». Prosegue intanto il monitoraggio di ponti, viadotti e gallerie del Bresciano per fissare un piano di interventi mirato di risanamento e messa in sicurezza. Gli accertamenti «diagnostici» sono necessari per iniziare a stendere un piano di adeguamento alla direttiva europea, che impone severi parametri nei tunnel lunghi più di 500 metri. La direttiva fissa requisiti di sicurezza su antincendio, illuminazione, ventilazione, e dava tempo fino al 30 aprile 2019 per adeguarsi. L’Italia è fuori tempo massimo e rischia di finire sotto infrazione Ue. Lo stesso consiglio superiore dei Lavori pubblici, avviando un’indagine sulla sicurezza della rete autostradale in seguito al crollo del 30 dicembre all’interno della galleria Berté vicino a Genova, ha sottolineato come siano circa duecento le gallerie fuorilegge su tutta la rete autostradale italiana. In provincia di Brescia la situazione non è però drammatica. Il Broletto ha in gestione 62 gallerie - 37 superano la lunghezza di 500 metri -, per un totale di circa 40 chilometri. Infiltrazioni d’acqua, ricircolo d’aria e vie di fuga i principali problemi. I tunnel sono sotto la lente dei tecnici che seguono il protocollo fissato dall’Università di Brescia. Ci sono alcune gallerie che lamentano infiltrazioni d’acqua o problemi di ricircolo d’aria: problemi che la Provincia conta di risolvere in tempi brevi. Stesso discorso per l’illuminazione carente: in questo caso è prevista l’installazione di luci a led. Quanto alle vie di fuga o alle corsie di emergenza aggiuntive prescritte nella direttiva, la situazione è più complicata. Alcune gallerie, proprio per la loro conformazione e la loro posizione, rendono difficile, se non impossibile, l’intervento. L’attenzione dei controlli è focalizzata su venti gallerie: a Marone sulla Vello 2, la Colpiano, la Vello 1, la Trentapassi e la San Carlo, sulla Barghe 1 e 2, sulla Lumezzane 4, sulla Fora 3 a Tremosine e la Pianzole a Sulzano. Sotto stretta osservazione anche la Sabbio, la Tre Capitelli tra Idro e Anfo, la San Marco a Bedizzole, la Castagneti ad Angolo Terme, la Montecognolo e la Covelo a Iseo, la Ronchi e la Ronco Graziolo di Pisogne, la Massenzano di Sale Marasino. •