Per il sistema Brescia un conto da 29 milioni

La sede del Ministero delle Finanze e dell’Economia
La sede del Ministero delle Finanze e dell’Economia
C.REB. 23.08.2019

Secondo le stime di un recente studio della Confartigianato nazionale, i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione italiana costano ogni anno alle imprese 3,1 miliardi tra oneri finanziari e spese legali per ingiunzioni. E stando ai recenti studi economici, la platea di aziende bresciane, che ovviamente operano su tutto il territorio nazionale, paga alla «solvibilità-lumaca» un conto che galleggia attorno ai 29 milioni di euro. I partner di enti locali e società pubbliche della nostra provincia sono tuttavia penalizzati in modo minore. È quanto emerge sfogliando le tre classifiche stilate per rendere merito alle «virtù» delle pubbliche amministrazioni: il Ministero delle Finanze non si è infatti limitato ad estrapolare dalle 13.481 voci presenti nell’elenco generale i 500 che hanno pagato in tempi rapidi i loro debiti - dalla data di emissione della fattura e quella del pagamento -, ma ha registrato anche le migliori performances - sempre prendendo in considerazione gli enti con almeno mille fatture per importi superiori al milione di euro - in termini di «ritardo medio ponderato», vale a dire la media dei giorni intercorrente tra la data di scadenza del pagamento e quello «reale». AL PRIMO POSTO a livello provinciale troviamo l’Ats di Brescia, quindicesima in classifica nazionale, che ha saldato i suoi fornitori con 29 giorni di anticipo. Il primo Comune della lista è Villa Carcina, che paga 28 giorni prima del dovuto. Terzo, come lo scorso anno, Desenzano. In tutto, nella graduatoria figurano 21 pubbliche amministrazioni: 17 Comuni, 3 Ats e l’Istituto Zooprofilattico di Brescia. L’ultima classifica si riferisce invece ai 500 virtuosi per percentuale di fatture saldate: 23 i bresciani in elenco, quindici dei quali hanno effettuato il 100% dei pagamenti. La differente posizione nel ranking è dovuta all’elaborazione di alcuni indici riguardanti il rapporto tra l’importo pagato ed il complessivo dovuto, la media dei tempi di pagamento e quella dei ritardi. Al primo posto su scala provinciale c’è il Comune di Lumezzane (undicesimo a livello nazionale), che ha pagato 2.415 fatture con un tempo medio di 15 giorni, seguito da Rovato (13°) e Gussago (24°). «NON SI TRATTA di una novità in senso assoluto - commenta Josehf Facchini, neosindaco eletto nelle elezioni di giugno -: nel corso degli anni l’Amministrazione comunale di Lumezzane, indipendentemente dal colore politico di chi l’ha guidata, ha sempre mantenuto un bilancio virtuoso in generale. Tutto gira intorno a quello, compreso il pagamento dei debiti. E il merito è prima di tutto dei cittadini, che responsabilmente pagano con regolarità tutte le imposte offrendo all’ente locale le risorse per mantenere attivo il ciclo virtuoso. È un cerchio che si chiude: il senso civico e il rispetto delle regole da parte di tutti ci consente di onorare gli impegni di spesa». Anche tenendo conto delle code dei pagamenti delle fatture del 2018 non ancora effettuati al momento della rilevazione del Ministero delle Finanze - fatta a giugno di quest’anno -, a livello nazionale si registra un significativo miglioramento rispetto al 2017 e al 2016. Lo scorso anno sono state emesse complessivamente oltre 28 milioni di fatture, per circa 148,6 miliardi di euro. Il Ministero delle Finanze ha rilevato il pagamento di 20,3 milioni di fatture per 120,7 miliardi di euro, pari all’81% del totale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

1 2 3 4 5 6 >