Nell’area Caffaro il trend dei tumori rimane anomalo

Il quinto rapporto Sentieri ha confermato un andamento anomalo dei casi di tumore e delle malattie respiratorie nell’area del sin Caffaro
Il quinto rapporto Sentieri ha confermato un andamento anomalo dei casi di tumore e delle malattie respiratorie nell’area del sin Caffaro
Valerio Morabito 01.07.2019

Nel triangolo di territorio compreso tra Brescia, Castegnato e Passirano si continuano a registrare picchi anomali di casi di tumore, ma il presunto collegamento con il Pcb smaltito nell’ambiente diventa sempre più labile e impalpabile. Le ragioni dell’incremento di patologie oncologiche e respiratorie insomma vanno ricercate anche altrove. È quanto emerge sfogliando i dati di Sentieri, lo studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio di inquinamento, che ha analizzato 45 siti nazionali. Un bacino di 319 comuni e 5,9 milioni di abitanti. Sotto la lente anche il sin Caffaro, un’area che conta 205.047 abitanti. Su questo campione è stato evidenziato un eccesso per le malattie del sistema respiratorio e di tumori del colon nella popolazione femminile rispetto al comprensorio del Nord Italia. NEL PRIMO ANNO di vita è stato osservato un aumento della mortalità per le condizioni morbose di origine perinatale. Tra gli adolescenti si rileva un aumento di decessi per tutti i tumori rispetto all’atteso. Nel Sin che comprende anche Castegnato e Passirano si sono registrati 52 casi di tumori maligni nel complesso delle età considerate (0-29 anni), dei quali 8 in età pediatrica e nessuno nel primo anno di vita. In più è stato rilevato un eccesso di tumori del sistema linfoemopoietico in età adolescenziale nel genere femminile basato su 5 casi, dei quali 2 leucemie, 2 linfomi di Hodgkin e un linfoma non Hodgkin. Sopra la media dei casi attesi anche i tumori delle cellule germinali e trofoblastici e gonadici in età giovanile caratterizzato però da un grado di incertezza che - secondo gli esperti del report Sentieri - ne limita l’interpretazione. Lo studio Sentieri ha preso in considerazione anche i ricoveri in ospedali. In questo caso sono stati evidenziati accessi sopra le aspettative per le leucemie nelle persone di età compresa tra i 20 e 29 anni. La correlazione tra sito inquinato e trend anomali di malattie respiratorie e tumori, non è mai stata provata scientificamente. La situazione del Sin Caffaro va comunque considerato un fattore di rischio potenziale alla luce della consistente presenza di policlorobifenili, ovvero il Pcb. DEL RESTO È SUFFICIENTE pensare che per mezzo secolo e fino al 2001, sono state riversate nei fossi e quindi sui campi irrigati qualcosa come 150 tonnellate di sostanze cancerogene. Ma stando agli studi, gli eccessi di Pcb nel sangue incidono sulle malattie cardiovascolari e non oncologiche. Il quadro epidemiologico anomalo insomma va valutato andando oltre alla possibile incidenza degli inquinanti della Caffaro. Lo stesso crescente trend di tumori - solo per citare un esempio - si registra anche a Castegnato inserito nel Sin per il principio di precauzione considerato il basso tasso di rifiuti dell’azienda chimica smaltiti sul territorio. •

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