Discarica extra large e fumi di fonderia Un corteo di protesta per «respirare»

Nella Bassa bresciana si torna a protestare contro le discariche
Nella Bassa bresciana si torna a protestare contro le discariche
C.REB. 05.09.2019

Il Circolo Legambiente Franciacorta chiama a raccolta residenti di Travagliato e dintorni per protestare contro le emissioni «moleste» della Fonderia Montini e l’ampliamento della discarica Bettoni. La manifestazione è fissata per domenica 22 settembre: il corteo partirà alle 10.30 davanti alla fonderia, in via Brescia, e attraverserà il paese prima approdare davanti al municipio. Il conto alla rovescia verso la manifestazione sarà scandito da due assemblee: martedì 10 alle 20.30 in piazza Alpini per gli abitanti della zona vicina alla fonderia, e mercoledì 18 alle 20.30 nella Sala Nicolini. Anche le minoranze si sono mobilitate per bloccare l’ampliamento della discarica: Davide Uboldi, Stefano Verzeletti e Francesca Zini a nome dei Democratici per Travagliato hanno inviato a Provincia, Ats e Arpa un dossier di osservazioni. «IL PROGETTO originale del 2006 - si legge nel documento - prevedeva di smaltire in discarica 1.963.000 metri cubi di rifiuti inerti, e al termine dei 10 anni di attività più due anni di gestione post-operativa, il recupero della cava ad uso ricreativo-sportivo. Un’operazione avversata dalla comunità come dimostrano le 3.700 le firme raccolte in poche settimane, dai consiglieri di opposizione e di maggioranza, al punto che l’esecutivo all’epoca guidato dal sindaco Domenico Paterlini cadde su “quell’improvvido provvedimento”». «Prevedere oggi un ulteriore ampliamento non è accettabile - afferma il Pd -. La nuova istanza costituisce una variante sostanziale giustificata dalla Bettoni come un intervento necessario per rendere più efficiente la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche». Ma per il Pd si tratta «di una schermatura per procedere ad un ampliamento che non si giustifica, se non per ragioni economiche del privato». Transigere su questo punto «esporrebbe alla pericolosissima conseguenza che un qualsiasi progetto - una escavazione, una discarica, un impianto di trattamento rifiuti - non avrà mai fine, alla luce di una ipotetica miglioria di intervento». Nel caso della Bettoni, l’ok significherebbe un incremento di 685.493 metri cubi, pari al 35,63%. Nelle osservazioni viene fatto presente che l’operazione «non è giustificata da alcuna necessità impellente. La Bettoni, negli otto anni di attività ha conferito in discarica principalmente scorie di fonderia, l’80%, per un totale di circa 1.240.000 metri cubi, quindi con una media di 155.000 metri cubi l’anno. La durata della discarica è decennale, quindi scadrà nel 2021, mentre - al ritmo attuale - al gestore serviranno quasi 5 anni per completare i conferimenti già autorizzati. Se a ciò aggiungiamo i due anni di post-gestione, si arriva al 2025. Una enormità». Ma il problema vero, per il Pd, rimane la «necessità» di conferire in discarica le scorie di fonderia. «È ormai risaputo che gli scarti di fonderia e acciaieria possono essere recuperati come sottofondo stradale e riempimenti edili, anziché finire in discarica - si legge nel documento -. Un impegno preciso sottoscritto anche dalla Provincia. In un contesto come quello attuale, è fuori da ogni necessità e logica ambientale, sanitaria ed economica autorizzare l’abnorme ampliamento della Bettoni». Rincara la dose il Gruppo 5 Stelle di Travagliato, che nelle sue osservazioni individua tra i motivi escludenti «la vicinanza del Vomere, che si occupa di una trentina di persone diversamente abili», il carico di traffico giornaliero «che non tiene conto dell’inquinamento già prodotto dalla BreBeMi», ed il fatto che «scavare 20 mila metri cubi di terreno al di fuori dell’Ate15, sarebbe di fatto una nuova cava, e riempirla di rifiuti vorrebbe dire autorizzare una nuova discarica». Quanto al fattore di pressione, «gli escamotage aiutano sempre in questi frangenti - scrivono i 5 Stelle -: la Bettoni omette anni di abuso del territorio, sostenendo che i rifiuti conferiti in Bosco Sella non sono conteggiabili, in quanto la legge regionale del 1980 andrebbe ad escludere le discariche più vecchie, anche se censite. Come se le tonnellate di rifiuti riversate dal 1973 smettessero di esistere». La richiesta alla Provincia è unanime: «riteniamo che l’invito del Tar di effettuare una valutazione specifica ispirata al principio di precauzione sui rifiuti non considerati in precedenza, sia da cogliere e vada perseguita la raccolta di tutti i dati a supporto della conferma del diniego all’ampliamento della discarica Bettoni». •

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