Il depuratore rimandato a settembre

L’ultima manifestazione contro il depuratore del Garda
L’ultima manifestazione contro il depuratore del Garda
Cinzia Reboni01.08.2020

Il verdetto sul controverso depuratore del Garda può attendere. Il ministero all’Ambiente ha accolto la richiesta dei sindaci di Montichiari, Gavardo, Muscoline e Prevalle rinviando la riunione del Tavolo tecnico al 2 settembre. «Non stiamo temporeggiando ma il nostro problema era quello di non poter contare sul supporto dei nostri tecnici, visto il periodo estivo - spiega il sindaco di Gavardo Davide Comaglio -. Inoltre, le contro osservazioni prodotte dagli altri enti ci sono state inviate soltanto a tre giorni dalla scadenza: un tempo assolutamente insufficiente per prendere visione, studiare e approfondire la documentazione. Stiamo parlando di un progetto complicato». Nonostante la soddisfazione per l’obiettivo raggiunto, Comaglio esprime perplessità sul Tavolo tecnico. «Era nato con uno scopo ben preciso, affinché tutti gli enti coinvolti mandassero le loro osservazioni. Bisognava fare una comparazione sui fiumi recettori - Chiese, Mincio e Naviglio -, e il ministero doveva fare le sue considerazioni. Invece la documentazione é stata inoltrata a tutti, innescando un giro di deduzioni e controdeduzioni. Sono perplesso anche per il fatto che l’unico ad aver risposto in modo concreto sia stato l’Ufficio d’Ambito, mentre gli altri, pochi per la verità, hanno dato pareri più politici che tecnici. Questa non è una partita tra i sindaci del Chiese e quelli del Benaco, non è una guerra tra Garda, Valsabbia e Bassa. È il ministero dell’Ambiente che deve decidere». SULL’ALTRO FRONTE, l’Ato esprime «rammarico per lo slittamento del Tavolo tecnico - commenta il direttore Marco Zemello -. Prendiamo atto del rinvio, ma sottolineiamo che il Tavolo doveva durare tre settimane, e invece é stato rinviato di un mese. il ministero doveva prendere atto dei documenti presentati dai sindaci e di quelli depositati dall’Ufficio d’Ambito. Non bisogna aprire un dibattito in questo senso, non c’è nulla da controdedurre ulteriormente. Va semplicemente presa la decisione, che spetta alla Cabina di regia del ministero». In attesa del verdetto si annuncia un agosto di mobilitazione rovente del sempre più radicato e trasversale fronte del no. •