Vento a 50 nodi,
il lago scatena
la sua furia

La furia delle onde sul lungolago di  Desenzano, sospinte da un eccezionale Pelèr fino a 50 nodiLa passeggiata a lago di Desenzano è stata danneggiata in più puntiUna delle tante folaghe morte
La furia delle onde sul lungolago di Desenzano, sospinte da un eccezionale Pelèr fino a 50 nodiLa passeggiata a lago di Desenzano è stata danneggiata in più puntiUna delle tante folaghe morte
Valentino Rodolfi 19.03.2019

La prima notte di pioggia dopo quattro mesi di totale siccità, qualche fiocco di neve sul Baldo e sul Pizzocolo, la temperatura che scende di botto: sembrava uno sprazzo di normalità dopo un inverno tra i più asciutti che si ricordino, invece era il prologo di una mattinata fuori dal normale. PERCHÈ DALL’ALBA, verso le 5, si è alzato un vento teso da nord e le onde hanno cominciato a prendere a schiaffi la costa, seminando danni in particolare a Desenzano. Non era il Balì, che soffia freddo anche per due o tre giorni senza sosta, ma un Pelèr eccezionale, con raffiche oltre i 50 nodi e più, che si è placato solo a fine mattinata. Il moto ondoso che ne è derivato ha devastato un ristorante di Sirmione e provocato attimi di apprensione a Toscolano (ne riferiamo negli altri articoli in pagina) e a Desenzano ha lasciato il segno. La potenza dell’acqua ha divelto in più punti il basamento della passeggiata a lago, in particolare nel tratto dal castellino Miramar verso la Lepanto, sollevando le piastre di cemento e facendo collassare le pedane in legno. Danni complicati da riparare. Fenomeno strano: sulla passeggiata era presente almeno una ventina di uccelli acquatici morti, in particolare folaghe. La prima impressione visiva, ma non sembra normale, è che possano essere state sbattute a terra dalle onde. Controlli alla stabilità sono stati svolti anche sul lato opposto del lungolago, davanti all’hotel Aurora, dove l’onda batte forte: ne ha fatto le spese la spiaggia Feltrinelli, con l’arenile «mangiato» dall’erosione. Per ripristinare la spiaggia basterà un ripascimento con qualche carriolata di ghiaia. Ma chissà se avrebbe retto a queste onde la progettata «piattaforma» da 5 milioni di euro, prevista in un punto molto esposto al lago «arrabbiato». •

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