Lungolago fantasma da 8 anni Scatta un ultimatum ai privati

Il tratto di lungolago divelto: attende da 8 anni la riqualificazione
Il tratto di lungolago divelto: attende da 8 anni la riqualificazione
Alessandro Gatta 12.05.2019

Se finirà davvero così, sarà l’ennesimo colpo di scena dell’odissea infinita del maxi-restyling da 5 milioni di euro del lungolago di Desenzano, di cui si parla ormai da nove anni: il Comune sarebbe pronto a prendere di petto la situazione, a farsi carico dell’opera oggi a carico dei privati, dividendola in tre stralci per completarla in autonomia e con fondi propri. I privati, infatti, pur con impegni e autorizzazioni firmati ormai dal 2011, sono ancora in ballo con fidejussioni da rifare, dell’opera neanche l’ombra e il Comune scalpita. È UN’IDEA concreta avanzata dal sindaco Guido Malinverno: «L’emergenza maltempo e tutti i danni che ne sono conseguiti, anche al lungolago storico - spiega - ci costringe a ripristinare le parti danneggiate con interventi tampone, perché non ha senso programmare grandi interventi su un lungolago che sarebbe da ristrutturare completamente. Ma questa può essere l’occasione per accelerare a breve incontrerò i privati per risolvere una questione burocratica che è ferma da anni, e capire cosa si può fare per la fideiussione, che ancora non abbiamo». Qualche precisazione: la fideiussione di cui parla il sindaco (da 5 milioni) è la contropartita dovuta al Comune, in cambio del permesso di costruire volumi residenziali alle Grezze. Dopo varie vicende si è concordato di destinare quei fondi al lungolago, delegando ai privati i costi e la progettazione. MA I TEMPI sono lunghi e i fondi nelle nebbie. Giorni fa il Consiglio di Stato ha revocato l’accreditamento alla Finworld, la finanziaria che aveva emesso la fideiussione, riaprendo il caso dell’effettiva disponibilità, almeno nell’immediato, dei 5 milioni. Potrebbe bastare l’emissione di una nuova fidejussione, il che costituirebbe poco più che una formalità. Ma l’interrogativo è se davvero si possano accelerare i tempi, trattandosi di un’opera deliberata, pur fra cambi in corsa e revisioni progettuali, ormai otto anni fa e che oggi però non esiste nemmeno sulla carta. È bene ricordare, infatti, che anche il progetto del lungolago non è compiuto: è stata approvata solo la prima parte (quella del Desenzanino), la seconda è invece ancora in attesa di approvazione. «Non è un problema di progetto, perché se avessero voluto potevano già partire con il primo stralcio dal Desenzanino all’acquedotto - continua Malinverno -. Noi dobbiamo portare il Consiglio il secondo pezzo, e lo faremo una volta chiusa la questione con Provincia e Soprintendenza. Ma prima voglio vederci chiaro con la fideiussione». E se l’opera la facesse davvero il Comune? «Se la fideiussione non ci fosse - dice il sindaco – il lungolago potremmo farlo comunque noi. A dividerlo in tre stralci, da un milione e mezzo l’uno, potremmo farlo in tre anni: Desenzano se lo può permettere, col bilancio che si ritrova». Se andasse così, bisognerebbe mettere a posto un paio di cose: la prima è che i 5 milioni dovuti dai privati al Comune continuerebbero ad essere dovuti, quindi da destinare ad altre opere pubbliche. La seconda è che il Comune potrebbe prendere in mano anche la progettazione del lungolago, magari correggendo alcuni aspetti, come la prevista eliminazione del Feltrinelli, che il Malinverno aveva invece dichiarato di voler «salvare». •