La Tav sul Garda:
un mega-cantiere
lungo l’autostrada

La zona del previsto cantiere, sul lato nord dell’autostrada  A4La zona dove è previsto il cantiere logistico della Tav a LonatoUn’idea grafica dell’imbocco della galleria tra Lonato e DesenzanoIl percorso Tav tra Lonato e Desenzano, per 7 chilometri in galleriaIl sequestro della ex cavaI carotaggi sull’area Traversino
La zona del previsto cantiere, sul lato nord dell’autostrada A4La zona dove è previsto il cantiere logistico della Tav a LonatoUn’idea grafica dell’imbocco della galleria tra Lonato e DesenzanoIl percorso Tav tra Lonato e Desenzano, per 7 chilometri in galleriaIl sequestro della ex cavaI carotaggi sull’area Traversino
Valentino Rodolfi Roberto Darra 15.05.2019

Valentino Rodolfi Roberto Darra Avrà una forma allungata, ad infilarsi fra l’autostrada A4 (lato nord) e il futuro tracciato dell’alta velocità a Lonato: così sarà fatto il gigantesco cantiere logistico per la costruzione della Tav, che secondo l’ultima e ormai definitiva decisione occuperà circa 15 ettari tra via Salera e la frazione Campagna. OCCUPAZIONE «temporanea», in accordo con la proprietà dei terreni (le ditte Boldrini e Chiese 2015 srl), ma per un periodo non breve: i cantieri resteranno allestiti per 72 mesi, cui seguirà il ripristino ambientale. I tempi: la preparazione dei cantieri, secondo Cepav Due, avrà inizio a ottobre, poi da maggio i lavori veri e propri. Alla fine dei 72 mesi resteranno il tracciato ferroviario e la galleria di 7,3 chilometri tra Lonato e Desenzano, primo lotto dei lavori della Tav Brescia-Verona. I cantieri alla Salera, a uno dei due capi della galleria, erano sin dall’inizio la «location» prescelta nella versione 2014 del progetto. Poi si era cambiata idea: per non interferire troppo su strade e abitati, era stata indicata la zona delle ex cave Vezzola, finite però al centro di un’indagine della Procura di Brescia per vecchie questioni di rifiuti: sequestrate e poi dissequestrate aree per 118.500 metri quadri, per un’indagine di cui si attendono gli esiti a breve. A scanso di tutto, i progettisti di Italferr e Cepav Due hanno deciso di ritornare alla Salera, come da progetto iniziale: «È un’area sui 150 mila metri quadrati circa, un po’ più piccola di quella originariamente progettata - spiega Oscar Papa, consigliere delegato ai lavori pubblici del Comune di Lonato - che concentrerà tutte le attività di deposito logistico in una fetta di territorio fra la A4 e il tracciato Tav. Secondo noi - commenta Papa - il cantiere avrebbe dato meno “fastidio” sulle ex cave Vezzola: un’area che possiamo definire già degradata, lontana da centri abitati e vicina alla viabilità principale. Ma lì è andata come si è visto». UNA GARANZIA, pur dovendo dare il «nulla osta», il Comune di Lonato l’ha messa nero su bianco: che i mezzi pesanti, per il trasporto dei materiali di scavo e non solo, non potranno passare per Campagna paese e per l’«imbuto» della viabilità locale alle porte della frazione. Ma sarà un cantiere ingombrante. Il campo logistico della Tav a Lonato sarà suddiviso in tre aree. In quella denominata «Lonato ovest diretta», gestita direttamente dal Consorzio Cepav Due, ci saranno sia le strutture funzionali all’alloggiamento del personale con dormitori e mense (dovrebbe trattarsi di 120 persone tra operai e tecnici vari) sia i servizi logistici necessari per l’avanzamento dei lavori. Nell’adiacente area del cantiere «Lonato ovest appalto», per lavori affidati a ditte terze, sorgerà una struttura gemella, che conterrà a sua volta l’alloggiamento del personale (anche qui dovrebbe trattarsi di 120 persone) e i servizi logistici per i lavori. Vi è poi una terza area destinata allo «stoccaggio intermedio», cioè all’accumulo temporaneo (prima dello smaltimento finale, che avverrà altrove) dei materiali di scavo provenienti dalla galleria di Lonato. C’è poi forse in vista una terza area simile, con alloggiamenti per uno staff tra 80 e 120 addetti, sul lato opposto della galleria, a Desenzano. Ma su questo nemmeno il Comune per ora sa nulla, come riferiamo a fianco. •