Crisi edilizia e
nessuna risorsa
Il sogno del lungolago svanisce

È naufragato il progetto da cinque milioni di euro per il restyling del lungolago di Desenzano
È naufragato il progetto da cinque milioni di euro per il restyling del lungolago di Desenzano
Alessandro Gatta30.06.2020

Un colpo di spugna ormai inevitabile su quasi un decennio di storia della città (anche se solo burocratica: ad oggi non è mai stato posato un solo mattone): il consiglio comunale di Desenzano ha definitivamente revocato le delibere per la realizzazione del nuovo lungolago da 5 milioni di euro, lo standard di qualità per il Piano integrato d’intervento delle Grezze, una lottizzazione da più di 100 appartamenti per oltre 44mila metri cubi su 39mila mq. LA REVOCA è la naturale conclusione dell’ultimatum lanciato lo scorso inverno dal sindaco Guido Malinverno ai privati costruttori: entro febbraio avrebbero dovuto consegnare la fidejussione mancante, che non è mai stata presentata. Dunque la variante decade, e si torna indietro di 9 anni: così torna in essere lo standard di qualità originale, ovvero una nuova scuola a San Martino. E adesso che si fa? Per il lungolago, il sindaco ha ribadito la volontà di proseguire con un progetto comunale, da realizzarsi in più stralci (il primo e più urgente, riferisce Malinverno, è quello dal Desenzanino alla Feltrinelli: poi fino alle Lavandaie si vedrà). Restano però i (tanti) dubbi sulla nuova scuola, anche a fronte delle procedure già avviate per realizzare un nuovo istituto (da 7 milioni) al confine con Rivoltella. «NON SOLO la scuola di San Martino è in un posto sbagliato - ha criticato il consigliere Pd Rodolfo Bertoni - ma lo standard non è nemmeno completo, perché parte di quell’intervento (1,350 milioni) era a carico di un altro Piano, ormai decaduto». «Nel momento in cui decidessero di procedere con la lottizzazione, e dunque realizzare anche la scuola - dice Malinverno - verificheremo che vada bene la fidejussione esistente, in caso contrario salterebbe tutto. Credo comunque sia possibile aprire una trattativa per un nuovo standard di qualità, con una nuova fidejussione. Certo non aspetteremo il 2022, la scadenza della convenzione: valuteremo se la scuola è opportuna, anche alla luce delle nuove disposizioni post-Coronavirus, ma lavoreremo anche ad altre ipotesi, come ad esempio un palazzetto dello sport». La storia è intricatissima, e oggi non ancora risolta: tutto comincia nel 2011 quando fu l’amministrazione di Cino Anelli ad approvare i Piani delle Grezze e delle Tassere, il primo in cambio di una scuola e il secondo in cambio del lungolago. Nel 2016 fu il sindaco Rosa Leso a modificare gli standard, con il Piano delle Tassere modificato e ridotto di due terzi e dunque il lungolago «trasferito» alle Grezze. Nel frattempo il progetto del lungolago è stato modificato più volte, ma non sono mai arrivate le garanzie richieste. Quindi si riparte (quasi) da capo. «Può essere occasione - fa sapere Andrea Spiller del Movimento 5 Stelle - per lasciarci alle spalle non solo un progetto esagerato, ma l’intero sistema di urbanizzazione che prevede il consumo di aree verdi e non il recupero dell’esistente». • © RIPRODUZIONE RISERVATA