Folle di gelosia
accoltella l’amante
nel sonno

In preda a un raptus di gelosia ha accoltellato l’amante nel sonno
In preda a un raptus di gelosia ha accoltellato l’amante nel sonno
M.P. 11.09.2019

Violenze domestiche, anche con ferimenti e arresti. Sono avvenute nelle ultime ore in due comuni bresciani ed in entrambi i casi sono intervenuti i carabinieri.


IN UN COMUNE della Valsabbia si sta lavorando per fare luce su un ferimento di cui sarebbe rimasto vittima un uomo. Sulla base dei primi accertamenti a ferirlo sarebbe stata la fidanzata e tutto sarebbe avvenuto in casa, in particolare in camera da letto. All’origine della vicenda ci sarebbe, sempre sulla base di quanto emerso dalle prime fasi investigative, gelosia da parte della donna. Nei suoi confronti è scattato l’arresto e si è in attesa dell’interrogatorio di convalida, quando l’arrestata avrà la possibilità di fornire la propria versione dei fatti, la propria verità. Decisamente grave anche quanto accaduto a Prevalle, sempre in un’abitazione. La lite tra due coniugi è degenerata nella violenta aggressione nei confronti della donna. Un’aggressione in cui è stato utilizzato anche un ferro da stiro, è emerso dalle indagini, per colpire la vittima. Non solo, nella coppia straniera il dramma si è sfiorato anche quando il marito avrebbe cercato di strozzare la moglie e l’avrebbe colpita con la cintura. La donna ha subito senza riuscire ad opporsi alla violenza del coniuge. Una violenza originata da quelli che tecnicamente vengono definiti «futili motivi». Ma che hanno portato a colpire in questo modo una madre di quattro figli, il più piccolo di otto mesi, quello più grande di 14 anni.


ALLA VITTIMA quindi non è rimasto che attendere il momento opportuno per prendere in mano il telefono e dare l’allarme, chiedere aiuto. È ha digitato quindi il «112», il numero unico d’emergenza. Sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Brescia. La donna ha riportato lesioni giudicate guaribili in una quindicina di giorni. Il marito è stato inizialmente arrestato poi nei suoi confronti è stato disposto il divieto di avvicinamento a 300 metri dall’abitazione in cui fino a qualche giorno fa viveva con la famiglia. Una brutta vicenda che certamente avrebbe potuto avere conseguenze più gravi.


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