«Discariche, così difenderemo i bresciani»

L’assessore regionale all’Ambiente Raffale Cattaneo
L’assessore regionale all’Ambiente Raffale Cattaneo
Cinzia Reboni 21.07.2019

Brescia è un modello virtuoso nella gestione dei rifiuti, ma al tempo stesso anche un territorio sull’orlo di una crisi di nervi a causa dello stress ambientale a cui è sottoposto. Della contraddizione è perfettamente consapevole la Regione Lombardia, che nella stesura del prossimo Piano rifiuti inserirà strumenti mirati per difendere la nostra provincia dall’assalto delle discariche. Strumenti magari più incisivi del fattore di pressione, che ispirato al caso di Montichiari - ribattezzata la pattumiera d’Europa a causa dei suoi siti di smaltimento che custodiscono 12 milioni di metri cubi di rifiuti -, ha mostrato limiti di applicazione. «Non mi sono accorto soltanto adesso che il fattore di pressione è vulnerabile dal punto di vista giuridico - spiega a questo proposito l’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo replicando alle critiche del M5S -. L’ho sempre saputo, ma finchè non ci sarà una legge nazionale, la Regione non potrà fare altro. Quello che abbiamo fatto in questi anni è un atto amministrativo fondamentale dal punto di vista politico e operativo, che sarebbe sicuramente meno fragile se avesse alle spalle una legge nazionale». Secondo Cattaneo insomma, la responsabilità dell’inefficacia degli strumenti di tutela del territorio è da attribuire al Governo. «LE MODIFICHE richieste dal consigliere regionale del M5S Ferdinando Alberti renderebbero il fattore di pressione ancora più fragile. Non lo rafforzerebbero affatto, ma lo esporrebbero ancora di più ai contenziosi, dove solitamente vince chi si oppone. Ferdinando Alberti dovrebbe rivolgersi al suo partiti e ai suoi ministri, affinchè varino una norma nazionale che consenta alla Regione di procedere verso un fattore di pressione ancora più restrittivo, al riparo dal rischio dei contenziosi». Cattaneo incalza: «Non è a me che deve rivolgersi, ma estendere la richiesta ai suoi colleghi di partito a Roma, che fanno tante chiacchiere ma pochi provvedimenti e, in qualche caso, pure sbagliati. Mi riferisco alla End of waste: dopo un anno e mezzo il governo 5 Stelle ha stabilito una norma che di fatto blocca l’economia circolare». La norma infatti rischia di far revocare l’autorizzazione a 106 aziende bresciane che si occupano del riciclo dei rifiuti. Sul fattore di pressione pende anche un ricorso al Tar dell’Aib. «Non mi risulta che l’Associazione Industriale abbia già ritirato il ricorso, ma c’è un preciso impegno del presidente Giuseppe Pasini. Io lo considero una persona di parola, quindi non ho motivo di credere che non lo farà», spiega Cattaneo. Il calcolo dei rifiuti smaltiti sul territorio per decidere se vietare o meno l’ampliamento o l’apertura di nuove discariche è uno dei punti vulnerabili del fattore di pressione. «Per definizione la discarica abusiva non è autorizzata - precisa Cattaneo -. Non possiamo dunque avere una mappa completa: se l’avessimo, questi siti non sarebbero abusivi. Se immaginiamo un fattore di pressione che considera questa tipologia di scarti, ogni volta che si scova uno stoccaggio abusivo in più bisognerebbe ricalcolarlo, esponendosi ogni volta al rischio di un contenzioso legale: non possiamo avere una situazione strutturalmente certa perchè ogni volta può cambiare l’algoritmo, il risultato». L’AGGIORNAMENTO periodico della mappa degli impianti autorizzati o non autorizzati «è un compito che deve svolgere la Provincia - precisa l’assessore regionale -. La prima mappatura dovrà essere fatta sulla base degli impianti autorizzati, e progressivamente completata con stoccaggi che dovessero essere scoperti, anche se non autorizzati. Il monitoraggio di tutti gli impianti autorizzati e la mappa di tutti i siti inquinati o potenzialmente inquinati, da bonificare, contiene il quadro di tutto ciò che conosciamo. Quello che non conosciamo non può essere monitorato finchè non viene alla luce». Sulle discariche autorizzate, «Provincia e Regione stabiliscono alcuni criteri escludenti o penalizzanti. Questi criteri sono contenuti nel Piano regionale in fase di aggiornamento - afferma Cattaneo -. Domani la Giunta approverà il piano di indirizzo che passerà l’esame dell’aula». IL CONSIGLIO del Pirellone «ha recentemente approvato una norma che prevede che all’interno del Piano regionale rifiuti ci siano strumenti di tutela particolare per le aree in cui insistono coltivazioni agricole di pregio, oltre a quei criteri escludenti e penalizzati già esistenti - afferma Cattaneo -. Gran parte del territorio della Lombardia, e soprattutto della provincia di Brescia, è già oggetto di criteri penalizzati o escludenti: se guardiamo la mappa, le zone dove è possibile insediare una discarica secondo le norme, sono molto limitate. Saranno comunque inseriti ulteriori criteri restrittivi, per una tutela particolare delle aree in cui ci sono coltivazioni di pregio». La Franciacorta e altre enclave vocate alla produzione vitivinicola saranno preservate dall’apertura di insediamenti di smaltimento rifiuti. «Metteremo dei “paletti“, ma non si potrà impedire a nessuno di presentare la richiesta per l’apertura di una discarica - conclude Cattaneo -. Saranno le amministrazioni che potranno dire di no». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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