Depuratore, il muro di no è sempre più alto

Dai cittadini di Calcinatello alle Mamme di Castenedolo moltissime associazioni sostengono la battaglia contro il depuratore del Garda «Difendere il Chiese significa proteggere i nostri figli» uno degli slogan del corteo andato in scena ieri «Deturpatore no grazie» è  stato il mantra della manifestazione I manifestanti insistono: «L’impianto va  costruito sul Benaco»Il flash mob di protesta si è svolto in un clima sereno e pacifico Il sindaco ha assicurato: «La mobilitazione istituzionale proseguirà»
Dai cittadini di Calcinatello alle Mamme di Castenedolo moltissime associazioni sostengono la battaglia contro il depuratore del Garda «Difendere il Chiese significa proteggere i nostri figli» uno degli slogan del corteo andato in scena ieri «Deturpatore no grazie» è stato il mantra della manifestazione I manifestanti insistono: «L’impianto va costruito sul Benaco»Il flash mob di protesta si è svolto in un clima sereno e pacifico Il sindaco ha assicurato: «La mobilitazione istituzionale proseguirà»
Valerio Morabito 24.03.2019

E fanno più di mille. Tante sono le persone che nei cortei che dalla Valsabbia alla Bassa stanno gridando «no» ai depuratori che Acque Bresciane vorrebbe imporre a territori già ambientalmente stressati. Dopo Muscoline e Gavardo, ieri la protesta è approdata a Montichiari. QUASI TRECENTO le persone che tra il corteo e la cerimonia per ricordare le vittime dell’epidemia di legionella e polmonite hanno partecipato al pomeriggio di mobilitazione. «Difendiamo il fiume Chiese per il futuro dei nostri figli». Con queste parole il presidente del Comitato di salute pubblica, Carmine Piccolo, ha dato il via alla marcia che partita dal parco Turati e defluita sulle sponde del fiume minacciato dai reflui fognari depurati del Garda. «Il Chiese - è stato ribadito durante la manifestazione da Piccolo -, è in condizioni igienico-sanitarie disperate. E nelle sue acque che si è sviluppato il batterio della legionella e della polmonite. Il depuratore è contro natura e rischia di compromettere definitivamente il fiume». Sulla stessa lunghezza d’onda Gianni Bertuzzi di Visano Respira. «Non vogliamo essere etichettati per quelli che dicono no a priori. Siamo soltanto contrari ai progetti senza senso come questo». Al corteo hanno partecipato comitati e delegazioni di ambientalisti provenienti da tutta la provincia. «IL CHIESE va difeso - ha affermato il presidente di Legambiente Montichiari Luciano Gerlegni -. Se dovesse andare in porto il progetto di costruire un terminale del depuratore in questa zona nelle condizioni di secca in cui si trova il fiume soprattutto in estate il rischio è quello di avere nell'alveo soltanto le acque depurate dell'impianto». Al corteo hanno partecipato anche il Comitato Calcinato basta odori, le Mamme di Castenedolo e gli ambientalisti di Muscoline. «Come mantovani – ha affermato Franco Tiana di Legambiente Castiglione – stiamo lottando da anni per depurare le nostre acque. Dunque non siamo contrari a prescindere al concetto di collettore, ma ci opponiamo a questo progetto che potrebbe prendere in considerazione anche l'opzione Castiglione». Tra i presenti anche Gianluca Bordiga, presidente del Tavolo delle associazioni che amano il fiume Chiese: «Da anni lottiamo per garantire il deflusso minimo vitale del corso d'acqua. Il fiume è prosciugato per chilometri e chi, per un motivo o per un altro, giustifica questa situazione è un irresponsabile». CONSISTENTE la presenza dei componenti della maggioranza consiliare di Montichiari, oltre ad altri candidati sindaci come Cristian Grezzi del Movimento Cinque Stelle e Guglielmo Tenca della lista Solo Montichiari. «Al momento sembra che la scelta riguardante il progetto per realizzare i terminali del depuratore del Garda sarà rimandata a dopo le elezioni – ha osservato il sindaco Mario Fraccaro -. Questo non ci convince, per questo motivo stiamo raccogliendo anche le firme che poi passeranno dall'aula consiliare per ribadire la nostra contrarietà all'opera». E proprio le elezioni, secondo il popolo anti-depuratori possono diventare un’arma decisiva per penalizzare «i candidati delle forze politiche che stanno sostenendo il progetto di Acque Bresciane». • © RIPRODUZIONE RISERVATA