Crimini sugli
animali, Brescia
la più spietata

Reati contro gli animali: Brescia al primo posto su scala nazionale
Reati contro gli animali: Brescia al primo posto su scala nazionale
Cinzia Reboni22.07.2019

Brescia ha un rapporto contraddittorio con gli animali. Da un lato si mostra spiccatamente «pet-friendly», come dimostra il varo - primo in regione - del servizio di emergenza-urgenza h 24 per animali feriti, dall’altro è in cima alla black list nazionale degli zoo-reati: nel 2018 sono stati 486, con 300 indagati per episodi che vanno dal maltrattamento all’abbattimento di fauna protetta, passando per il bracconaggio e l’uccisione senza necessità.

 

É QUESTO IL DATO più significativo che emerge dal Rapporto Zoomafia 2019 redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio della Lav. Brescia «stacca» in classifica Udine con 209 procedimenti e 145 indagati, Napoli (197 fascicoli e 97 denunciati) e Milano (173 procedimenti e 65 indagati). «Come da tradizione - si legge nel report - poco meno della metà dei “fascicoli“, 233, il 48% del totale, riguarda i reati venatori, che hanno coinvolto 231 persone, il 77% degli indagati. La provincia di Brescia è l’hotspot del bracconaggio più aggressivo d’Italia, una piaga che pesa sulla media totale dei reati contro gli animali».In Italia ogni 55 minuti viene aperto un nuovo fascicolo giudiziario per reati a danno di animali. Ventisei al giorno, con un indagato ogni 90 minuti. Il Rapporto Zoomafia è stato redatto sulla base delle notizie fornite da 113 procure ordinarie e dalle 25 presso i tribunali per i minori (l’82% degli uffici giudiziari nazionali), che «offrono - si legge nel report - uno spaccato reale delle illegalità di cui sono vittime gli animali». Nel 2018, i reati a danno di animali sono stati 8.300, con 4.977 indagati, facendo registrare un aumento del +2,69% dei procedimenti e una diminuzione del 2,80% dei denunciati. In crescita gli indagati minorenni: nel 2018 c’è stata un’escalation che ha fatto registrare il +121% dei procedimenti (da 14 a 31) e il 54% in più degli indagati (da 24 a 37). «Bisogna tenere conto che i reati denunciati a carico di ignoti, 4.600, sono superiori rispetto ai 3.700 noti - spiega Troiano -. Se si considera poi che i processi celebrati che arrivano a sentenza sono poco meno del 30%, e di questi solo la metà si concludono con la condanna, i crimini contro gli animali che di fatto vengono puniti sono una minima parte rispetto a quelli realmente consumati. L’auspicio è che una accresciuta consapevolezza e conoscenza di questi fenomeni illegali possa favorire una attività investigativa e di contrasto sempre più efficace, perché il radicarsi dei fenomeni zoomafiosi nella società è una minaccia purtroppo reale».

 

IL MALTRATTAMENTO di animali, con 2.727 procedimenti (32,85% del totale) e 1.830 indagati (36,77%) è il reato più diffuso. Seguono l’uccisione di animali senza necessità, con 2.624 procedimenti (31,61%) e 617 indagati (12,4%), l’abbandono e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura con 1.287 procedimenti (15,51%) e 1.042 indagati (20,94%), i reati venatori con 1.228 procedimenti (14,8%) e 1.179 denunciati (23,69%). A seguire l’uccisione di animali altrui, con 345 procedimenti (4,16%) e 115 indagati (2,31%), il traffico di cuccioli, con 57 procedimenti e 2 indagati, spettacoli e manifestazioni vietate, con 18 procedimenti e 65 indagati, e infine l’organizzazione di combattimenti tra animali e corse di cavalli clandestini, con 14 procedimenti e 27 indagati.

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